ECM e Copertura Assicurativa: Il Nuovo Paradigma della Responsabilità Professionale dal 2026

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Analisi delle implicazioni legali e assicurative per i professionisti sanitari alla chiusura del triennio formativo 2023-2025.

La chiusura del triennio formativo 2023-2025, avvenuta il 31 dicembre 2025, ha segnato uno spartiacque fondamentale nella gestione del rischio clinico e professionale. Non si tratta più soltanto di adempiere a un obbligo deontologico di aggiornamento: oggi, la formazione continua (ECM) è un requisito strutturale per la validità delle tutele assicurative.

Sulla base delle recenti disposizioni normative e delle analisi pubblicate dal Sole 24 Ore, approfondiamo le criticità che ogni medico e professionista sanitario deve affrontare in sede di verifica della propria posizione.

1. Il quadro normativo: Da dovere etico a vincolo contrattuale

L'Educazione Continua in Medicina (ECM) è obbligatoria in Italia sin dal 2002, ma la sua natura è mutata drasticamente con l'entrata a regime dei decreti attuativi della Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017).

La vera rivoluzione è contenuta nell'art. 38-bis del D.L. 152/2021 (convertito in Legge n. 233/2021), che ha sancito ufficialmente il legame tra formazione e copertura assicurativa.

Il principio di efficacia:

"L'efficacia delle polizze assicurative [...] è condizionata all'assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell'obbligo formativo individuale dell'ultimo triennio utile."

Questo significa che, in caso di sinistro o contenzioso per presunta malpractice, la compagnia assicurativa ha il diritto legale di eccepire la mancata copertura qualora il professionista non dimostri la conformità formativa.

Cosa rischia il professionista?

Se un medico viene citato in giudizio per un danno e la sua assicurazione rileva il mancato raggiungimento del 70% dei crediti nel triennio di riferimento (in questo caso 2023-2025), la polizza potrebbe essere considerata inoperante. Il professionista si troverebbe a rispondere del risarcimento con il proprio patrimonio personale.

2. La matematica della conformità: Il calcolo dei crediti

Il fabbisogno standard per il triennio appena concluso è di 150 crediti. Tuttavia, la verifica non è puramente aritmetica, ma qualitativa. È fondamentale distinguere tra le diverse tipologie di acquisizione crediti.

La ripartizione 40/60

Come evidenziato dalle linee guida della Commissione Nazionale per la Formazione Continua:

  • Minimo 40% (Discente): Almeno il 40% del fabbisogno formativo deve essere maturato attraverso la partecipazione a eventi accreditati (residenziali o FAD) in qualità di discente.
  • Massimo 60% (Altri ruoli): La restante quota può essere coperta tramite attività di docenza, tutoraggio, moderazione o responsabilità scientifica.

Verifica tramite Co.Ge.A.P.S.

L'unico ente certificatore ufficiale è il Co.Ge.A.P.S. (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie). I provider ECM trasmettono i dati, ma è responsabilità del singolo professionista:

  1. Accedere via SPID/CIE all'area riservata.
  2. Verificare che tutti gli eventi siano stati registrati.
  3. Inserire manualmente eventuali crediti per "Formazione Individuale" (autoformazione, pubblicazioni, studi all'estero).
  4. Applicare eventuali esoneri o esenzioni (es. maternità, malattia grave) che riducono il monte crediti totale necessario, facilitando il raggiungimento della soglia del 70%.

3. Il contesto sanzionatorio: Italia vs Europa

L'Italia, insieme alla Francia, rappresenta un unicum nel panorama europeo per la severità teorica delle sanzioni legate alla formazione.

  • Il sistema sanzionatorio ordinistico: Gli Ordini professionali (OMCeO, OPI, ecc.) sono tenuti per legge a vigilare. Le sanzioni possono scalare progressivamente:
    • Avvertimento
    • Censura
    • Sospensione dall'esercizio della professione (per i casi di inadempienza grave e reiterata).

Sebbene le sanzioni disciplinari non siano state applicate sistematicamente in passato, l'introduzione del vincolo assicurativo costringerà gli Ordini a un controllo più rigido, spinti anche dalle compagnie assicurative che richiederanno certificazioni di conformità sempre più puntuali.

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4. Checklist operativa per il Professionista

Alla luce della chiusura del triennio, si raccomanda di procedere immediatamente con i seguenti controlli:

  1. Certificazione del triennio: Scaricare dal portale Co.Ge.A.P.S. l'attestato di certificabilità per il triennio 2023-2025.
  2. Soglia di Sicurezza: Verificare se i crediti validati (non solo quelli acquisiti) superano la soglia critica di 105 crediti (pari al 70% di 150, salvo esoneri).
  3. Allineamento Assicurativo: Controllare le clausole della propria polizza di RC Professionale (o della polizza della struttura sanitaria di appartenenza) alla voce "Esclusioni" o "Rivalsa", verificando i riferimenti alla Legge Gelli-Bianco.
  4. Recupero crediti (Spostamento): Verificare se la normativa vigente permette, per un periodo limitato, lo "spostamento" di crediti acquisiti in eccesso in trienni precedenti o acquisiti nei primi mesi dell'anno successivo (c.d. anno di proroga, se concesso dal Ministero), per sanare il debito pregresso.

Conclusione

L'ECM non è più una questione burocratica delegabile. È diventata una componente essenziale del risk management personale. Un medico non aggiornato non è solo deontologicamente discutibile, ma è oggi un professionista legalmente vulnerabile.

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