Il carcinoma prostatico rappresenta una delle neoplasie più frequenti nella popolazione maschile e costituisce una sfida clinica complessa per l'eterogeneità biologica e l'evoluzione spesso imprevedibile del suo decorso. In particolare, la gestione terapeutica delle varie fasi della malattia (localizzata, localmente avanzata, della ripresa di malattia quale può essere la recidiva biochimica o clinica e della malattia metastatica) richiede un approccio altamente integrato e personalizzato. Negli ultimi anni, i progressi nelle tecniche diagnostiche – inclusi imaging avanzato e biomarcatori – insieme all'innovazione terapeutica in ambito chirurgico, radioterapico e sistemico, hanno profondamente modificato gli algoritmi decisionali. Tuttavia, tali evoluzioni hanno reso ancora più cruciale il confronto multidisciplinare tra urologo, oncologo medico, radio-oncologo che sono poi gli attori il cui ruolo è quello di tracciare il percorso terapeutico più vantaggioso per un dato paziente.
In questo contesto, risulta fondamentale:
• Definire correttamente la stratificazione del rischio nella malattia localizzata per orientare tra sorveglianza attiva e trattamento radicale
• Ottimizzare la gestione della malattia localmente avanzata, bilanciando approcci multimodali (chirurgia, radioterapia, terapia sistemica)
• Affrontare in maniera appropriata la ripresa di malattia, distinguendo tra recidiva biochimica e clinicamente evidente, e identificando il timing ottimale delle terapie di salvataggio
• Integrare le nuove opzioni terapeutiche in base alle caratteristiche del paziente e della malattia
Il ricorso alla discussione interattiva di casi clinici reali rappresenta uno strumento didattico di elevato valore, in grado di tradurre le evidenze scientifiche in pratica clinica quotidiana, stimolando la discussione, favorendo il confronto tra specialisti e la condivisione di esperienze.
Obiettivi del corso
• Promuovere un approccio multidisciplinare strutturato
• Aggiornare i partecipanti sulle più recenti evidenze scientifiche e linee guida
• Favorire il decision making clinico attraverso la discussione di casi complessi