La Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) e le malattie interstiziali polmonari fibrosanti (ILD-F) rappresentano un gruppo di patologie respiratorie croniche, rare ma ad elevata complessità clinica e impatto socio-sanitario. L'eterogeneità delle forme cliniche, la difficoltà diagnostica e la necessità di trattamenti specialistici multidisciplinari rendono imprescindibile l'integrazione tra pneumologi, reumatologi e radiologi, nonché un raccordo costante con i medici di medicina generale e i servizi territoriali.
La letteratura internazionale e le linee guida ATS/ERS/JRS/ALAT 2022 sottolineano come la diagnosi precoce e la gestione condivisa del paziente attraverso un Multidisciplinary Discussion (MDD) siano fattori determinanti per migliorare la prognosi e la qualità della vita. Tuttavia, a livello regionale, persistono disomogeneità nell'accesso ai centri di riferimento, nella disponibilità di day service integrati e nella condivisione dei dati clinici tra discipline.
Parallelamente, la cornice normativa nazionale – dal Piano Nazionale della Cronicità (2016) al PNRR Missione 6 "Salute" – richiama la necessità di implementare Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) orientati alla cronicità e fondati su modelli di presa in carico integrata. La recente DGR n. 544/2025 della Regione Abruzzo, che approva il PDTA per la Fibrosi Polmonare, costituisce un benchmark significativo: definisce la formalizzazione di un Fibrosi Board e l'attivazione di ambulatori dedicati presso le Unità Operative di Pneumologia, integrando il ruolo di reumatologi e radiologi in un'unica rete clinica.
Alla luce di tali evidenze e riferimenti, il progetto "Fibrosi Polmonare in Rete – Regione Puglia" nasce per costruire un modello regionale multidisciplinare, fondato sulla collaborazione strutturata tra i diversi attori clinici e istituzionali e sulla valorizzazione della cultura della qualità in sanità.