L'ipertensione arteriosa non controllata rappresenta ancora oggi una sfida clinica rilevante, e una quota non trascurabile di pazienti continua a presentare valori pressori elevati nonostante una terapia farmacologica ottimizzata. In questo scenario, la denervazione renale si è affermata negli ultimi anni come opzione terapeutica interventistica supportata da solide evidenze scientifiche, ma la sua applicazione nella pratica clinica quotidiana richiede competenze specifiche che non sempre fanno parte del bagaglio formativo di tutti gli specialisti coinvolti nella gestione del paziente iperteso.
Il corso nasce con l'obiettivo di accompagnare il medico, specialista e non, in un percorso conoscitivo strutturato e progressivo. Si partirà da una revisione aggiornata delle evidenze scientifiche disponibili, per fornire una cornice chiara di cosa sia realmente la denervazione renale e quale ruolo possa svolgere nel trattamento dell'ipertensione arteriosa.
Verrà poi illustrato, in maniera pratica e operativa, come si esegue la procedura, con un focus sugli aspetti tecnici, sulla gestione peri-procedurale e sul follow-up del paziente, elementi indispensabili per comprendere appieno il percorso clinico-assistenziale nella sua interezza.
Un momento centrale del corso sarà dedicato alla selezione del paziente candidabile: solo attraverso un corretto inquadramento diagnostico, che comprenda anche uno screening essenziale delle forme secondarie di ipertensione, è possibile identificare "il paziente giusto al momento giusto", massimizzando l'efficacia della procedura e riducendo il rischio di trattamenti non appropriati. Il percorso formativo si concluderà con uno sguardo alle prospettive future della denervazione renale e con la discussione di casi clinici reali, momento di confronto pratico che permetterà ai partecipanti di consolidare le conoscenze acquisite e di calarle nella realtà operativa quotidiana.
Il corso si rivolge non solo agli specialisti già coinvolti nella gestione dell'ipertensione arteriosa e nelle procedure interventistiche, ma anche a tutti quei medici che, pur non occupandosene direttamente, necessitano di conoscere questa opzione terapeutica per poter identificare e indirizzare correttamente i pazienti candidabili.