La discriminazione tra infezione virale e batterica è difficile, la diagnosi microbica specifica non è sempre facile da ottenere, può richiedere molto tempo e richiede test estesi e costosi.
Questo porta spesso alla somministrazione (o all'auto-prescrizione) di antibiotici in modo empirico e non necessario e al conseguente grave problema dell'antibiotico-resistenza, con serie conseguenze in termini di risposta immunologica e spesa pubblica.
Una maggiore appropriatezza prescrittiva non può prescindere da una diagnosi differenziale più precisa, rapida e accessibile su larga scala. In quest'ottica si è pronunciato il Ddl Semplificazioni del 8/10/25, con la possibilità introdotta per le farmacie di offrire test di screening per il contrasto all'antibiotico-resistenza, nell'ambito delle più ampie politiche della cosiddetta "Farmacia dei servizi".
La base scientifica del test proposto è l'individuazione nei linfociti del sangue della proteina MxA (mixovirus resistence), buon indicatore per distinguere le malattie virali da quelle batteriche, come suggerito da molte recenti ricerche.
Gli interferoni (IFN), indotti dai virus, costituiscono infatti una parte essenziale dei sistemi di difesa del soggetto attaccato da infezioni virali. Le azioni antivirali degli IFN sono mediate da diversi prodotti genici inducibili dall'IFN, uno dei quali è la proteina Mx, che si è dimostrato un biomarcatore efficace per le infezioni virali.
L'estrema facilità del test a disposizione delle Farmacie – con risultati in tempi brevissimi dopo semplice digitopuntura – potrebbe quindi dimostrarsi un alleato potente nella lotta all'ABR.