Per decenni, la chirurgia d'urgenza e i protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) sono stati considerati mondi paralleli, quasi incompatibili. Se da un lato la chirurgia d'elezione affinava percorsi di recupero ultra-rapidi e standardizzati, dall'altro l'urgenza rimaneva il regno dell'imprevisto, dove la priorità assoluta — la salvaguardia della vita in tempi brevi — sembrava lasciare poco spazio all'ottimizzazione perioperatoria raffinata.
Oggi, però, siamo di fronte a un cambio di paradigma necessario. L'evidenza scientifica ci dice che proprio il paziente fragile, che giunge in pronto soccorso in condizioni acute, è quello che può trarre il massimo beneficio da un approccio meno invasivo e da una gestione fisiologica più attenta. Non si tratta più solo di "operare bene e subito", ma di traghettare il paziente critico verso una guarigione che inizi già nel momento dell'inquadramento in emergenza.
L'integrazione della chirurgia mininvasiva in questo scenario non è più un'eccezione per pochi centri d'eccellenza, ma uno standard tecnico che riduce la risposta infiammatoria sistemica e il dolore post-operatorio. Tuttavia, la sola tecnologia laparoscopica o robotica non basta: il vero salto di qualità avviene quando questa si sposa con i pilastri dell'ERAS. Dalla gestione oculata dei fluidi alla limitazione degli oppioidi, fino alla mobilizzazione precoce, ogni tassello contribuisce a ridurre quelle complicanze che spesso gravano sul paziente chirurgico d'urgenza.
Questo congresso nasce dunque con l'obiettivo di esplorare questa "nuova frontiera". Vogliamo chiederci, con onestà intellettuale, quanto dei protocolli nati per l'elezione sia realmente trasferibile al paziente acuto e come la multidisciplinarietà — il dialogo costante tra chirurgo, anestesista e personale infermieristico — possa trasformare un evento traumatico in un percorso di cura fluido e sicuro.
Attraverso il confronto delle esperienze tra chirurghi generali degli ospedali in Puglia e l'analisi dei dati più recenti, cercheremo di tracciare una rotta comune in questa due giorni di presentazioni, dibattiti, confronti e amicizia.
L'urgenza non deve più essere un limite all'eccellenza, ma l'ambito in cui l'innovazione tecnica e la strategia clinica si fondono per offrire al paziente la migliore possibilità di un ritorno rapido alla propria quotidianità.