Ai fini di una corretta pratica clinica, valutando non solo le necessità di pazienti con differenti disturbi psichici, ma anche le loro disponibilità economiche e le risorse dei servizi pubblici, non è più sufficiente comprendere quando la psicoterapia può essere efficace, ma è necessario esplicitare perché si utilizza una determinata tecnica per quella specifica patologia e quali sono le modalità con cui il trattamento può essere proposto, in termini di durata e di frequenza. Diviene quindi opportuno proporre e validare tecniche psicoterapeutiche che tengano conto dei seguenti obiettivi:
1. accessibilità per l'utenza, ovvero efficienza dei servizi e rapporti costi-benefici sostenibili anche nella pratica privata: quindi, trattamenti time-limited con bassa frequenza delle sedute;
2. duttilità, ovvero la possibilità che il terapeuta possa modulare la tecnica a seconda delle patologie e dei pazienti;
3. continuità, ovvero la garanzia di una presa in carico continuativa prima e dopo il trattamento psicoterapeutico, che deve essere considerato come parte di un progetto clinico coerente;
4. specificità, ovvero l'utilizzo della tecnica in modo differente a seconda del funzionamento di personalità del paziente: quindi, trattamenti basati in modo accurato sulla psicopatologia;
5. esplicitazione degli indicatori di processo, delle strategie e delle tecniche, a fini di valutazione e di insegnamento;
6. verifica degli esiti nella abituale pratica clinica.
Le Adlerian Psychodynamic Psychotherapies (APPs) riconoscono il loro fondamento teorico nella Psicologia Individuale, fondata da Alfred Adler nel 1911. La Psicologia Individuale fa parte, come noto, delle cosiddette "psicologie del profondo" (Psicoanalisi, Psicologia Analitica, Psicologia dell'Io e del Sé, ed altre) e sottolinea in particolar modo gli aspetti interpersonali, intersoggettivi e culturali del rapporto tra terapeuta e paziente. L'impostazione della Psicologia Individuale precorre molti degli sviluppi odierni di altri modelli teorici, risultando coerente con le più attuali acquisizioni nell'ambito delle neuroscienze.
Le APPs sono psicoterapie basate su una lettura psicopatologico-dinamica della patologia, specificatamente orientate secondo il riconoscimento di diversi Livelli di Funzionamento Psicopatologico del paziente (PFL). La diagnosi categoriale, basata su un assessment esclusivamente sintomatologico, non fornisce, infatti, indicazioni sufficienti ad orientare il progetto clinico e l'impostazione tecnica della psicoterapia; è invece indispensabile una valutazione degli elementi disfunzionali che sottendono il disturbo. La possibilità di individuare i punti di forza e le aree di maggiore disfunzionalità del paziente consente di modulare gli interventi terapeutici "su misura" del paziente.
Gli obiettivi clinici sono rivolti a modificare non solo i sintomi, ma anche aspetti significativi del funzionamento del paziente, sostenendo e rinforzando nel contempo le risorse più adattive del paziente. Il modello delle APPs prevede quindi la possibilità di impostare trattamenti con setting differenziati, senza limiti di tempo oppure a tempo limitato. Gli interventi a tempo limitato sono codificati in moduli di 10, 15 o 24 sedute con cadenza settimanale (B-APP: Brief Adlerian Psychodynamic Psychotherapy) oppure in moduli sequenziali di 40 sedute con cadenza settimanale (SB-APP: Sequential Brief Adlerian Psychodynamic Psychotherapy, particolarmente fruibili nel contesto dei servizi pubblici, ambulatoriali o anche residenziali.
Circa l'utilizzo delle APPs a tempo limitato, sussistono evidenze di efficacia nel trattamento dei disturbi d'ansia e dei disturbi minori dell'umore dei disturbi del comportamento alimentare dei disturbi di personalità. Il corso propone quindi un approfondimento teorico-pratico sulle indicazioni all'utilizzo delle APPs in differenti situazioni psicopatologiche.