Il paradigma gestionale del diabete mellito di tipo 2 ha superato la visione tradizionale centrata sul solo controllo glicemico, orientandosi verso una gestione integrata del rischio cardio-reno-metabolico (CRM). Il danno d'organo, infatti, si sviluppa spesso in modo silente e precoce, mentre le strette interconnessioni tra cuore e rene contribuiscono alla progressione della malattia e all'incremento del rischio cardiovascolare.
In questo scenario, il riconoscimento tempestivo della malattia renale cronica (CKD) e l'adozione di strategie terapeutiche appropriate rappresentano elementi fondamentali per prevenire le complicanze e modificare la storia naturale della malattia. Le linee guida nazionali e internazionali valorizzano il ruolo degli inibitori di SGLT2, tra cui Empagliflozin, per i documentati benefici cardiovascolari e renali nei pazienti con diabete tipo 2 e specifiche indicazioni cliniche, indipendentemente dal solo controllo glicemico.
Persistono, tuttavia, ritardi nell'identificazione dei pazienti a rischio e nell'avvio delle terapie raccomandate. Diventa quindi prioritario promuovere percorsi assistenziali condivisi, criteri decisionali aggiornati e una collaborazione multidisciplinare tra medico di medicina generale, diabetologo, cardiologo e nefrologo.
Il corso si propone di fornire un aggiornamento basato sulle evidenze e strumenti pratici per riconoscere precocemente il rischio cardio-reno-metabolico, ottimizzare le scelte terapeutiche e integrare la terapia farmacologica con interventi sullo stile di vita, favorendo una gestione proattiva e personalizzata del paziente con diabete tipo 2.