Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) e la crescente diffusione dei microrganismi multidrug-resistant (MDR) rappresentano una delle principali sfide per i sistemi sanitari moderni. In questo scenario, la gestione del paziente con infezione non può più essere affidata a competenze isolate, ma richiede un approccio multidisciplinare e integrato, in grado di coniugare diagnosi tempestiva, appropriatezza terapeutica, prevenzione della trasmissione e sostenibilità delle cure. L’Antimicrobial Stewardship costituisce oggi uno strumento fondamentale per garantire il miglior utilizzo delle terapie antimicrobiche, migliorare gli esiti clinici dei pazienti e contrastare l’emergenza dell’antimicrobico-resistenza. Tuttavia, l’efficacia dei programmi di stewardship dipende dalla capacità di creare una reale collaborazione tra tutte le figure coinvolte nella gestione delle infezioni: infettivologi, microbiologi clinici, farmacisti ospedalieri, intensivisti, internisti, geriatri, ematologi, oncologi, chirurghi, specialisti dell’area dei trapianti, professionisti dell’Infection Prevention and Control e Direzioni Sanitarie.
L’evoluzione delle tecnologie diagnostiche, e in particolare della microbiologia rapida, ha ulteriormente rafforzato la necessità di una stretta integrazione tra laboratorio e clinica. Il microbiologo clinico non è più soltanto il produttore del dato microbiologico, ma un protagonista del processo decisionale che contribuisce, insieme agli altri specialisti, alla transizione dalla terapia empirica a quella mirata, favorendo interventi terapeutici più precoci, appropriati e personalizzati. In questo percorso, anche il farmacologo clinico assume un ruolo strategico all’interno dei programmi di Antimicrobial Stewardship. L’integrazione delle competenze microbiologiche, cliniche e farmacologiche, supportata dall’impiego del Therapeutic Drug Monitoring (TDM), consente di ottimizzare l’esposizione agli antimicrobici nei pazienti complessi, garantendo il raggiungimento dei target farmacocinetici e farmacodinamici, massimizzando l’efficacia terapeutica e riducendo il rischio di tossicità e di selezione di resistenze.
In tale contesto, la gestione delle infezioni complesse richiede la condivisione di competenze, esperienze e percorsi decisionali tra professionisti appartenenti a discipline diverse, chiamati quotidianamente ad affrontare problematiche quali le infezioni da patogeni MDR, le infezioni correlate ai dispositivi medici, le infezioni nel paziente immunocompromesso, le infezioni in terapia intensiva e le sfide poste dalle nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche. La terza edizione di “Opinioni ed Evidenze”, iniziativa regionale del Gruppo Italiano di Antimicrobial Stewardship (GISA), intende rappresentare un momento di condivisione in ambito clinico, valorizzando il contributo delle diverse professionalità coinvolte e il confronto tra differenti modelli organizzativi.
Attraverso l’analisi critica delle relazioni presentate, la discussione delle evidenze scientifiche più recenti e il contributo di esperti provenienti da differenti ambiti specialistici, il congresso si propone di individuare strategie diagnostiche, terapeutiche e organizzative condivise per affrontare in modo efficace le infezioni correlate all’assistenza e il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza. In linea con lo spirito del GISA, il confronto tra opinioni ed evidenze costituirà il filo conduttore dell’intero evento, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza clinica in conoscenza condivisa e contribuire al miglioramento della qualità delle cure nei pazienti con infezioni complesse.