La Thyroid Eye Disease (TED) rappresenta la principale manifestazione extratiroidea della malattia di Basedow‑Graves ed è una condizione autoimmune infiammatoria dell’orbita che, pur avendo una prevalenza relativamente bassa, ha un impatto clinico e psicosociale significativo.
Nel 90% dei casi, la malattia tiroidea autoimmune associata alla TED è rappresentata dall’ipertiroidismo di Graves, mentre il 5-10% di pazienti può presentare la malattia in condizioni di ipotiroidismo o eutiroidismo.
La TED è caratterizzata da infiltrazione immunitaria orbitale con infiammazione, espansione e successiva fibrosi del tessuto adiposo e dei muscoli extraoculari. Il processo infiammatorio e infiltrativo dei tessuti perioculari può determinare esoftalmo, diplopia, dolore, alterazioni estetiche e, nei casi più severi, compromissione della funzione visiva, con ripercussioni rilevanti sulla qualità di vita.
La TED segue tipicamente un decorso caratterizzato da una fase attiva infiammatoria seguita da una fase di quiescenza, durante la quale l’infiammazione si riduce ma i segni infiltrativi, in particolare proptosi e diplopia, tendono a persistere. La classificazione EUGOGO distingue la malattia in forme lievi, moderate‑severe e a rischio visivo, fornendo un riferimento essenziale per la stratificazione clinica.
Negli ultimi anni, l’introduzione di nuovi target molecolari ha trasformato la comprensione fisiopatologica della TED e aperto la strada a opzioni terapeutiche innovative, con un impatto diretto sugli algoritmi decisionali e sui modelli organizzativi di presa in carico.
Obiettivo del corso è fornire ai partecipanti una visione aggiornata, integrata e operativa della gestione del paziente TED, promuovendo un approccio multidisciplinare che integri le competenze di endocrinologi, oculisti, audiologi, psichiatri, psicoterapisti e degli altri specialisti coinvolti. Il percorso formativo approfondisce la fisiopatologia e il ruolo dell’asse TSH‑R/IGF‑1R, analizza l’evoluzione delle linee guida e l’inserimento delle nuove terapie target negli algoritmi decisionali, e affronta gli aspetti psicologici e di qualità di vita. Vengono inoltre esplorate aree emergenti come il monitoraggio audiologico e il rischio uditivo, così come il ripensamento del ruolo della chirurgia nell’era delle terapie target, con particolare attenzione alle evidenze sulle strategie neo‑adiuvanti e alla formazione dell’oculista ambulatoriale per il riconoscimento precoce della malattia.