L'ansia è uno stato emotivo, gradevole o sgradevole, associato ad una condizione di allerta e paura nei confronti di tutto ciò che è all'esterno; generalmente è una reazione "esagerata" rispetto alla reale situazione. Questo stato emotivo coinvolge non soltanto il singolo soggetto, ma anche le persone che lo circondano.
L'ansia di per sé, tuttavia, non è un fenomeno anormale. Si tratta di un'emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell'organismo quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa.
Il termine ansia deriva dal latino anxus e significa "stretto": l'ansia è una condizione psico-fisica caratterizzata da sensazioni di costrizione, affanno e angoscia, che induce le persone a bloccarsi di fronte a determinate situazioni e che provoca tensione, irrequietezza ed apprensione. Queste sensazioni sono spesso accompagnate da sintomi fisiologici come la sudorazione e la tachicardia. A differenza della paura, l'ansia non è collegata ad un evento percepito come pericolo nell'immediato, ma emerge dall'anticipazione di eventi futuri e dalle loro presupposte conseguenze; da ciò si distingue fra ansia di stato (quando le preoccupazioni sono riferite ad un momento/situazione specifica) e ansia di tratto (quando la persona è caratterizzata da un atteggiamento ansioso generale).
L'ansia, così come la depressione, si configura come un disturbo psichiatrico molto comune: nel mondo più di 250 milioni di persone ne soffrono, di cui circa 7-8 milioni in Italia; si stima, inoltre, che il 30% delle persone potrebbe soffrire di un disturbo d'ansia almeno una volta nella vita.