La ricerca online sulla salute non è più un'eccezione: è la norma. Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e IA, ma il dato più straordinario riguarda l'Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%).
La visita medica non è più un momento isolato. L'85,7% degli italiani consulta internet o l'IA prima o dopo l'appuntamento con il medico. Il 63,9% ha utilizzato informazioni trovate online per verificare la diagnosi o la terapia suggerita dal medico. E tra chi verifica, il 62,7% ammette di aver messo in dubbio almeno una volta le raccomandazioni ricevute. Si ha il passaggio da un modello duale (medico-paziente) a un modello triangolare (medico-paziente-digitale). La capacità dell'IA rischia di essere più forte e avvincente di quella umana.
L'introduzione in ambito sanitario di sistemi intelligenti che facilitano l'apprendimento e i processi decisionali fornisce nuove ed entusiasmanti prospettive e, al contempo, cambia radicalmente la relazione tra l'uomo e la tecnologia. Tuttavia, l'utilizzo delle innovazioni tecnologiche comporta dei rischi legati ad eventuali fallimenti ed esiti infausti per la salute e la vita dei pazienti.
Il diritto, in tal modo, deve confrontarsi con nuove sfide, adattando le norme vigenti o creandone di nuove per consentire l'utile impiego dell'intelligenza artificiale, la valutazione dei rischi e l'adozione di misure di contenimento.