La crescente diffusione dell'uso di integratori alimentari, farmaci da banco (OTC) e prodotti nutraceutici pone nuove sfide alla pratica professionale del farmacista, particolarmente in relazione alla gestione delle interazioni tra farmaci, integratori e alimenti. Il contesto attuale vede un'ampia porzione della popolazione, soprattutto tra i pazienti cronici, assumere questi prodotti senza una completa informazione sanitaria e spesso senza riferirlo agli operatori sanitari, incrementando così il rischio di reazioni avverse, inefficacia terapeutica o potenziamento degli eventi avversi farmacologici. Il farmacista, in qualità di professionista sanitario facilmente accessibile, è chiamato a svolgere un ruolo centrale nel riconoscimento, nella prevenzione e nella gestione di queste interazioni, garantendo la sicurezza del paziente anche grazie a strumenti di valutazione rapida e domande mirate al banco.
Le interazioni tra farmaci, integratori e alimenti possono avvenire a livello farmacocinetico (assorbimento, metabolismo, distribuzione, eliminazione) e farmacodinamico, con particolare rilevanza nei casi di politerapia, presenza di principi attivi ad alto rischio (es. statine, anticoagulanti, immunosoppressori, digossina) e uso di integratori contenenti sostanze ad attività enzimatica o effetto additivo/sinergico (es. iperico, ginkgo, aglio, fibre, curcumina), spesso percepite dal paziente come "comunque sicure".
Il corso mira a fornire una panoramica aggiornata e basata sulle evidenze circa le principali criticità legate all'uso concomitante di farmaci, integratori alimentari e alimenti, con un focus concreto sugli strumenti decisionali e sulle strategie pratiche per il counseling professionale in farmacia. Particolare attenzione verrà posta su casi clinici, esempi di interazione e suggerimenti per una comunicazione efficace col paziente, nonché sulla promozione di un approccio multidisciplinare tra farmacisti, medici e nutrizionisti per la gestione ottimale del paziente politerapico.