L'oncologia moderna sta vivendo una profonda evoluzione, orientata verso un obiettivo ambizioso ma sempre più concreto: garantire il massimo beneficio terapeutico riducendo al minimo l'impatto fisico e psicologico sul paziente. Il concetto di "terapia conservativa" non riguarda più esclusivamente l'ambito chirurgico, ma si estende oggi all'intero percorso di cura, integrando approcci mini-invasivi, trattamenti mirati e terapie orali ad alta specificità molecolare.
La crescente comprensione dei meccanismi biologici alla base della tumorigenesi ha determinato un passaggio cruciale dall'analisi dell'istotipo alla caratterizzazione genotipica, rendendo il referto anatomopatologico uno strumento decisionale sempre più sofisticato. Il contributo della biologia molecolare e l'identificazione di target terapeutici hanno trasformato la pratica clinica, permettendo l'impiego di farmaci a bersaglio molecolare (TKI, ARSI, CDK4/6 inibitori) e di strategie terapeutiche personalizzate. In questo contesto, anche il ruolo del farmacista ospedaliero assume una centralità crescente, soprattutto nella gestione delle terapie orali e nella garanzia di appropriatezza, sicurezza e aderenza.
Nel setting della malattia localizzata, l'innovazione tecnologica ha reso possibili approcci chirurgici sempre più conservativi e mini-invasivi — dalla robotica ai sistemi single-port, fino alle tecniche di preservazione della fertilità — con l'obiettivo di mantenere la radicalità oncologica riducendo morbilità e disconfort. Parallelamente, in alcune neoplasie, la radioterapia e i trattamenti multimodali rappresentano valide alternative alla chirurgia tradizionale, aprendo nuovi scenari nel processo di decision making condiviso.
Nel setting della malattia avanzata, l'introduzione di terapie target e combinazioni innovative ha modificato in maniera significativa la prognosi di numerosi tumori solidi, tra cui il carcinoma polmonare, i tumori genito-urinari e i tumori ormonodipendenti. L'utilizzo di TKI, ARSI di nuova generazione, inibitori CDK4/6 e altre molecole innovative consente oggi un controllo di malattia prolungato con un profilo di tollerabilità spesso più favorevole rispetto alla chemioterapia tradizionale, incidendo positivamente sulla qualità di vita e sulla compliance terapeutica.
Il corso si propone di analizzare criticamente il concetto di "massimo delle cure con il minimo disconfort", esplorando quando e in quali pazienti questo approccio sia realmente applicabile, sia nella malattia localizzata sia in quella avanzata. Attraverso un confronto multidisciplinare tra chirurghi, oncologi, anatomopatologi, biologi molecolari e farmacisti, l'evento intende fornire strumenti aggiornati per un processo decisionale condiviso, personalizzato e basato sulle più recenti evidenze scientifiche.