Le neoplasie ginecologiche rappresentano un ambito di particolare complessità clinico-diagnostica, caratterizzato negli ultimi anni da una profonda evoluzione delle classificazioni anatomo-patologiche e dall’introduzione di nuovi biomarcatori molecolari, prognostici e predittivi, con importanti ricadute sulla stratificazione del rischio e sulla scelta dei trattamenti.
In particolare, la gestione dei carcinomi della cervice uterina, dell’endometrio e dell’ovaio richiede oggi un approccio integrato che associ alla tradizionale valutazione morfologica e immunofenotipica la caratterizzazione molecolare della neoplasia. Nel carcinoma endometriale, la classificazione molecolare e la valutazione dello stato del mismatch repair e di p53 hanno assunto crescente rilevanza nella definizione prognostica e nell’orientamento delle strategie terapeutiche, rendendo necessaria una stretta collaborazione tra patologo, ginecologo oncologo, oncologo medico, genetista e radioterapista. Particolare attenzione deve inoltre essere riservata all’identificazione delle pazienti con possibile predisposizione ereditaria, per le implicazioni cliniche e preventive che ne derivano.
Nel carcinoma ovarico, la progressiva disponibilità di terapie personalizzate rende altrettanto fondamentale l’appropriata valutazione dei biomarcatori predittivi. Lo studio dell’HRD, l’impiego di metodiche molecolari innovative e la valutazione dell’espressione del recettore dei folati rappresentano aspetti di crescente interesse nella selezione delle pazienti e nella definizione del percorso terapeutico. In tale scenario, anche la biopsia liquida e la ricerca traslazionale possono contribuire alla comprensione dell’evoluzione biologica della malattia e dei meccanismi di risposta e resistenza ai trattamenti.
L’evento formativo nasce pertanto dall’esigenza di aggiornare e uniformare le competenze dei professionisti coinvolti nella diagnosi e nel trattamento delle neoplasie ginecologiche, favorendo l’applicazione nella pratica clinica delle più recenti acquisizioni diagnostiche, classificative e terapeutiche. Attraverso relazioni frontali, discussione multidisciplinare, visione condivisa di preparati istologici e simulazione di percorsi clinico-diagnostici su casi rappresentativi, il corso intende favorire il confronto tra le diverse figure professionali e l’armonizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.
Particolare rilievo sarà attribuito ai requisiti essenziali della refertazione anatomo-patologica, alla corretta interpretazione dei biomarcatori e alla definizione di modalità condivise di refertazione, anche per marcatori predittivi emergenti quali il recettore dei folati. L’obiettivo formativo è fornire ai partecipanti strumenti aggiornati e concretamente applicabili alla pratica professionale, migliorando l’appropriatezza diagnostica e terapeutica, la standardizzazione della refertazione e l’integrazione multidisciplinare. Il fine ultimo è contribuire alla costruzione di percorsi di cura sempre più personalizzati, appropriati e condivisi, in grado di tradurre le innovazioni della patologia molecolare e della medicina di precisione in un beneficio concreto per la paziente.