Il termine interstiziopatie polmonari, o pneumopatie infiltrative diffuse (ILDs), comprende un gruppo eterogeneo di oltre 300 entità nosologiche, differenti per eziologia, manifestazioni cliniche e radiologiche, coinvolgimento extrapolmonare, decorso clinico, prognosi e possibilità terapeutiche. Tuttavia, numerosi aspetti clinici, anatomo-patologici e radiologici possono essere comuni a più forme di interstiziopatia, rendendo talvolta complesso il percorso diagnostico differenziale.
La prognosi è estremamente variabile: la sopravvivenza a cinque anni può essere inferiore al 20% nelle forme più aggressive di fibrosi polmonare idiopatica, mentre può superare il 90% nella polmonite organizzativa criptogenetica. Ne consegue che accuratezza e tempestività della diagnosi rappresentano elementi fondamentali per impostare un trattamento appropriato e migliorare gli outcome clinici.
Nonostante i progressi diagnostici, in circa il 10-20% dei casi l’interstiziopatia rimane non classificabile, anche dopo un approfondito iter diagnostico. In questi pazienti diventa pertanto fondamentale adottare un approccio terapeutico basato sui tratti clinici e biologici di malattia, intervenendo sui meccanismi patologici prevalenti anche in assenza di una diagnosi nosologica definitiva, con l’obiettivo di preservare la funzione respiratoria, migliorare la qualità di vita e, quando possibile, modificare favorevolmente la prognosi a lungo termine.
Quindi la complessità delle interstiziopatie rende fondamentale la gestione del paziente all’interno di un Gruppo Interdisciplinare Interstiziopatia Polmonare (GIIP), attraverso un approccio coordinato e condiviso tra le diverse professionalità coinvolte (pneumologi, radiologi, anatomopatologi, reumatologi, chirurghi toracici e medici del lavoro). La discussione multidisciplinare consente infatti di integrare competenze pneumologiche, radiologiche, anatomo-patologiche, reumatologiche e, quando necessario, di altre discipline, favorendo percorsi diagnostico-terapeutici sempre più personalizzati, appropriati e condivisi.
Le interstiziopatie presentano inoltre una crescente complessità, determinata dall’eterogeneità delle manifestazioni cliniche, dalla frequente presenza di comorbidità e dal progressivo ampliamento delle opzioni terapeutiche. Una gestione efficace richiede quindi non solo una corretta definizione diagnostica e terapeutica, ma anche una presa in carico globale e continuativa del paziente, lungo l’intero percorso assistenziale, dall’ospedale al territorio.
In questo contesto, anche la prevenzione rappresenta un asse fondamentale della Pneumologia contemporanea. La riduzione dei fattori di rischio, la promozione delle vaccinazioni, l’educazione alla salute respiratoria e l’adozione di corretti stili di vita costituiscono strumenti essenziali per ridurre l’impatto delle malattie respiratorie e limitarne, quando possibile, l’incidenza e la progressione, in una prospettiva integrata tra ospedale, territorio e sanità pubblica.
Il congresso intende pertanto approfondire i principali aspetti della gestione clinica delle interstiziopatie polmonari e delle relative strategie terapeutiche, con particolare attenzione ai più recenti sviluppi diagnostici e farmacologici e al ruolo dell’approccio multidisciplinare. Un'attenzione specifica sarà dedicata anche alla riabilitazione respiratoria e alla gestione globale della persona con ILD, elementi fondamentali per preservare l’autonomia, contrastare la limitazione funzionale e migliorare la qualità di vita.
L’obiettivo quindi è promuovere una visione condivisa e integrata della malattia, nella quale diagnosi precoce, personalizzazione della terapia, multidisciplinarità, prevenzione e riabilitazione rappresentino componenti complementari di un unico percorso di cura, centrato sulle esigenze del paziente.