La malattia di Pompe è una malattia da accumulo lisosomiale rara, causata dal deficit dell'enzima alfa-glucosidasi acida (GAA), che determina un progressivo accumulo di glicogeno nei tessuti, con interessamento prevalente della muscolatura scheletrica, respiratoria e, nelle forme infantili, del miocardio. Lo spettro clinico è estremamente eterogeneo e comprende forme a esordio infantile (Infantile-Onset Pompe Disease, IOPD), caratterizzate da rapida progressione e severo coinvolgimento cardiaco e muscolare, e forme a esordio tardivo (Late-Onset Pompe Disease, LOPD), che possono manifestarsi in qualsiasi momento dell'età pediatrica o adulta con quadri clinici spesso sfumati e aspecifici. La variabilità della presentazione clinica rappresenta una delle principali cause del ritardo diagnostico.
In questo scenario, neurologi, internisti, pediatri, neuropsichiatri infantili, pneumologi e fisiatri svolgono un ruolo determinante nell'identificazione precoce dei pazienti e nell'avvio dell'iter diagnostico. L'evoluzione delle conoscenze sulla fisiopatologia della malattia, l'introduzione di strumenti diagnostici sempre più accessibili, quali il dosaggio dell'attività enzimatica mediante dried blood spot (DBS), la conferma molecolare e l'impiego di biomarcatori, hanno reso possibile una diagnosi più rapida e accurata. Parallelamente, la disponibilità di trattamenti specifici ha modificato la gestione della malattia, rendendo ancora più rilevante il riconoscimento tempestivo dei pazienti candidabili a un intervento terapeutico. Le evidenze disponibili indicano infatti che una diagnosi precoce, associata a una presa in carico multidisciplinare, può contribuire a migliorare gli esiti clinici e a rallentare la progressione della malattia.
L'obiettivo di questo evento è aggiornare i partecipanti sulle più recenti evidenze riguardanti la malattia di Pompe, con particolare attenzione agli elementi utili per il riconoscimento precoce delle forme infantili e delle forme a esordio tardivo, agli strumenti diagnostici oggi disponibili e ai modelli di presa in carico multidisciplinare. Attraverso il confronto tra specialisti e la discussione di esperienze cliniche, il corso intende promuovere una maggiore consapevolezza della patologia, contribuendo a ridurre il ritardo diagnostico e a favorire percorsi assistenziali appropriati e tempestivi, nell'interesse dei pazienti e delle loro famiglie.