Il rilancio della sanità territoriale, obiettivo strategico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), assegna alle farmacie rurali un ruolo determinante nel garantire l'equità di accesso alle cure e la prossimità dei servizi, in particolare nelle aree interne e a bassa densità abitativa.
Nell'ambito della Missione 5 – Inclusione e Coesione, che prevede specifici finanziamenti a favore delle farmacie rurali, il potenziamento delle competenze professionali dei farmacisti rappresenta un prerequisito essenziale per accedere ai fondi e contribuire efficacemente alla realizzazione degli obiettivi del PNRR.
La farmacia di comunità, e in particolare quella rurale, consolida la sua funzione di presidio sanitario integrato, chiamato a rispondere ai bisogni di salute dei cittadini anche attraverso la dispensazione appropriata dei farmaci innovativi e antitumorali, la presa in carico del paziente cronico o oncologico deospedalizzato e la collaborazione interprofessionale con medici di medicina generale, specialisti e strutture territoriali.
Il farmacista rurale, infatti, svolge una funzione di prossimità che non è solo logistica, ma anche clinico-assistenziale e sociale: rappresenta un punto di riferimento stabile e qualificato per il cittadino, un presidio di educazione sanitaria e di adesione terapeutica, e un elemento di continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
L'evoluzione dei modelli di presa in carico e la crescente disponibilità di farmaci innovativi ad alto impatto clinico ed economico rendono indispensabile una solida preparazione scientifica del farmacista, capace di coniugare conoscenze farmacologiche avanzate, consapevolezza normativa e competenze comunicative orientate alla gestione personalizzata del paziente.