L’infezione da HIV rappresenta oggi una condizione cronica caratterizzata da bisogni assistenziali, organizzativi e gestionali in continua evoluzione. L’elevata efficacia delle moderne terapie antiretrovirali, l’introduzione di nuove formulazioni, comprese quelle long-acting, e la crescente diffusione della profilassi pre-esposizione (PrEP) stanno modificando profondamente il continuum di prevenzione, presa in carico e trattamento dell’HIV. In questo scenario, accanto all’appropriatezza clinica e terapeutica, assumono crescente rilevanza la continuità delle cure, l’aderenza terapeutica, l’accessibilità ai servizi e la qualità di vita delle persone, rendendo necessario un progressivo adeguamento dei modelli organizzativi e assistenziali.
I modelli di distribuzione del farmaco costituiscono una componente strategica di tale evoluzione. Il modello storicamente centralizzato ha garantito nel tempo elevati livelli di appropriatezza prescrittiva, controllo clinico e governance specialistica. L’evoluzione dei bisogni assistenziali rende tuttavia opportuno valutare modelli organizzativi e distributivi maggiormente orientati alla prossimità, capaci di mantenere la governance clinica specialistica e, al contempo, favorire una maggiore equità di accesso, ridurre le barriere organizzative e logistiche e le possibili condizioni di stigma, migliorando l’esperienza complessiva di cura delle persone che vivono con HIV.
Parallelamente, le innovazioni terapeutiche pongono nuove sfide organizzative per la distribuzione diretta e per l’integrazione tra ospedale e territorio. Le formulazioni long-acting, così come la crescente diffusione della PrEP, richiedono infatti una riflessione sulle modalità di presa in carico e di distribuzione del farmaco, sul coordinamento tra Centri prescrittori, Farmacie Ospedaliere e servizi territoriali e, più in generale, sull’opportunità di sviluppare percorsi in grado di coniugare prossimità delle cure, sicurezza, appropriatezza e sostenibilità organizzativa.
In tale contesto si inserisce il progetto H.O.M.E. 2026 – HIV Optimization Model Evolution, finalizzato a promuovere un percorso strutturato di analisi, confronto multidisciplinare e raccolta di evidenze sui modelli di governance e distribuzione dei farmaci per HIV e PrEP nella Regione Piemonte e nella Valle d’Aosta. Il coinvolgimento congiunto di infettivologi e farmacisti ospedalieri consentirà di mettere a confronto i modelli attualmente adottati nei diversi contesti, identificandone punti di forza, criticità, fabbisogni organizzativi e opportunità di sviluppo verso percorsi distributivi più efficienti, sostenibili e vicini ai bisogni delle persone.
Il progetto si articola in un percorso integrato che combina aggiornamento scientifico, confronto multidisciplinare e raccolta strutturata di evidenze dal territorio. Una prima fase sarà dedicata all’inquadramento dell’evoluzione delle terapie antiretrovirali e delle strategie di prevenzione con PrEP, con particolare attenzione all’impatto organizzativo delle nuove formulazioni e alle implicazioni per i servizi sanitari. Il successivo confronto tra i professionisti coinvolti nel percorso di cura permetterà di approfondire criticità e opportunità dei differenti modelli distributivi e le possibili modalità di integrazione tra ospedale e territorio, mantenendo elevati standard di governance clinica.
A completamento del percorso, una survey strutturata rivolta ai Centri HIV del Piemonte e della Valle d’Aosta consentirà di mappare i modelli organizzativi esistenti, i percorsi di gestione e distribuzione della terapia antiretrovirale e della PrEP, le modalità di integrazione tra Centri prescrittori, Farmacie Ospedaliere e servizi territoriali, nonché le principali criticità e opportunità di miglioramento. La raccolta permetterà di valorizzare le esperienze regionali, individuare eventuali best practice e disporre di elementi utili per orientare le future evoluzioni organizzative.
Le evidenze emerse dal confronto e dalla mappatura costituiranno infine la base per elaborare indirizzi condivisi e possibili raccomandazioni per l’evoluzione dei modelli distributivi regionali, orientandoli verso una maggiore appropriatezza, sostenibilità ed efficienza organizzativa. L’obiettivo finale è contribuire allo sviluppo di percorsi assistenziali sempre più accessibili e integrati, capaci di avvicinare le cure ai bisogni delle persone che vivono con HIV e dei soggetti candidabili alla PrEP, favorendo l’integrazione tra ospedale e territorio e preservando, al contempo, elevati standard di governance clinica specialistica.