L’ipopituitarismo rappresenta una condizione clinica complessa caratterizzata dalla ridotta secrezione di uno o più ormoni ipofisari, con conseguenze multisistemiche rilevanti che coinvolgono metabolismo, funzione cardiovascolare, salute ossea, fertilità, composizione corporea e qualità di vita. Negli ultimi anni, l’evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche, la disponibilità di nuove formulazioni terapeutiche a lunga durata d’azione, l’ottimizzazione dei protocolli diagnostici dinamici e l’approccio sempre più personalizzato alla terapia sostitutiva hanno modificato in maniera significativa il management del paziente con insufficienza ipofisaria.
Particolare attenzione è oggi rivolta a:
● diagnosi precoce e follow-up del deficit di GH nell’adulto;
● personalizzazione della terapia con ormone della crescita long-acting;
● gestione dell’ipogonadismo centrale maschile e femminile;
● ottimizzazione della terapia dell’ipotiroidismo centrale;
● prevenzione e trattamento dell’insufficienza surrenalica secondaria;
● gestione dei disturbi idro-elettrolitici;
● rischio cardiometabolico nel paziente ipopituitarico;
● obesità ipotalamica e nuove strategie farmacologiche;
● percorsi integrati multidisciplinari e medicina di precisione.
Il corso si propone di fornire ai partecipanti strumenti pratici e aggiornati per una gestione appropriata del paziente con ipopituitarismo, attraverso lezioni frontali, discussione di casi clinici e confronto interdisciplinare. L’Università “Federico II” di Napoli è nota, come centro di riferimento internazionale, per le terapie delle patologie ipofisarie e delle sue complicanze quali l’ipopituitarismo, con una larga esperienza nella gestione dei pazienti con questo tipo di patologie, e per un forte contributo al progresso ed alla ricerca sul tema.
Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di:
● riconoscere precocemente i quadri clinici di ipopituitarismo;
● applicare i più recenti criteri diagnostici;
● impostare correttamente la terapia sostitutiva dei diversi assi endocrini;
● prevenire le emergenze endocrine correlate;
● gestire le comorbidità cardiometaboliche;
● adottare un approccio multidisciplinare centrato sul paziente.