La nuova edizione, ampliata e arricchita con il tutoraggio in differita breve, conferma il successo della precedente edizione e l'impegno dei due autori nel delineare e scrivere un credibile quadro teorico, fondato sulle più recenti ricerche scientifiche, relative al rapporto dei minori e dei genitori con tutto il mondo digitale. Attraverso un approccio pratico e funzionale, i due autori si propongono di avviare una discussione seria, attenta e scientifica fondata sul tema della corretta formazione e promozione delle nuove tecnologie, sottolineando, anche in chiave criminologica e vittimologica, i rischi e le conseguenze di condotte devianti.
Navigando nel web, i giovani hanno la probabilità di imbattersi in contenuti non idonei e spesso l'uso o la fruizione di questi prodotti può provocare il verificarsi di un danno, delle volte, come la cronaca quasi giornalmente ci ricorda, anche irreparabile. Vittime ed autori di comportamenti devianti, sono il risultato di una complicata "dieta digitale", che all'interno di un "cimitero di algoritmi" rischia di compromettere lo sviluppo psicofisico delle nuove generazioni e/o la stessa funzione educativa della famiglia. Quella famiglia digitale, che ora più che mai, ha il dovere di educare e condividere con i propri figli l'uso consapevole e costruttivo delle tecnologie digitali e di Internet, nel rispetto dell'età, dei ruoli e delle reali esigenze delle fasce emotivamente e cognitivamente più indifese della nostra società.
Un tempo i luoghi dell'educazione erano la casa, la scuola e la piazza. Questi centri di scambio di informazioni e relazioni potevano contare su una caratteristica peculiare: avevano dei confini fisici noti. Questo implicava un maggiore presidio del loro funzionamento ed una maggiore protezione di chi li viveva durante le fasi più vulnerabili della vita. Le regole venivano tramandate di generazione in generazione e spesso si poteva contare sul supporto sociale di amici, conoscenti o semplicemente dei vicini per prevenire i pericoli e i comportamenti a rischio.
Il mondo digitale non ha confini noti, non possiede regole tramandate da generazioni e non può contare sul supporto di una comunità fiduciaria. È necessario creare dei confini attraverso la conoscenza, delle regole condivise attraverso la relazione e delle reti di protezione attraverso il confronto.