Questo libro raccoglie una rielaborazione con finalità editoriali e formative dei contributi portati alla seconda Conferenza Nazionale sui Disturbi dell'Alimentazione e della Nutrizione (DAN), svoltasi lo scorso anno a Cagliari. L'evento si è aperto con un'analisi dello stato dell'arte della bulimia, evidenziando i legami con disturbi del sonno, impulsività e addiction. Successivamente, sono state affrontate le insidie psicofisiche della patologia, con particolare attenzione ai rischi clinici, al ruolo delle istituzioni e alle connessioni tra bulimia e sessualità. La gestione comunitaria della bulimia è stata esplorata attraverso l'esperienza della comunità Lo Specchio, mentre l'approccio ambulatoriale è stato approfondito con il modello integrato di Food For Mind. La sessione speciale ha infine esaminato le prospettive farmacologiche e il ruolo del microbioma e della dieta chetogenica.
Si è trattato di un momento cruciale di confronto tra le tre principali realtà italiane impegnate nella cura di questi disturbi: Food For Mind, Istituto Auxologico Italiano e Casa Emmaus – Lo Specchio. L'incontro ha evidenziato l'importanza di una presa in carico integrata su tre livelli di assistenza – ambulatoriale, ospedaliero e riabilitativo – garantendo cure appropriate a oltre mille pazienti l'anno. Attualmente, in Italia si stimano tre milioni di persone affette da DAN, con un'incidenza in crescita tra bambini e adolescenti. Ogni giorno vengono effettuate 23 nuove diagnosi e si registrano 10 decessi, rendendo i disturbi alimentari la prima causa di morte per malattia tra i 12 e i 25 anni. Tuttavia, solo il 10% dei pazienti accede alle cure, spesso dopo anni dall'esordio della malattia.
La conferenza ha sottolineato l'importanza di un approccio transdisciplinare, che superi la frammentazione specialistica per favorire una reale sinergia tra psichiatri, psicoterapeuti, nutrizionisti, dietisti ed endocrinologi. Le linee guida ministeriali del 2017 sottolineano la necessità di un'integrazione tra specialisti e interventi di prevenzione mirati, come l'alfabetizzazione mediatica e la riduzione dei fattori di rischio. La conferenza ha inoltre messo in luce il valore dell'alleanza terapeutica con il paziente e i caregiver, fondamentale per superare la resistenza al trattamento, spesso dovuta all'egosintonia del disturbo.