Questo convegno prende forma a partire dal pensiero di Massimo Ammaniti. Il suo lavoro sui paradossi dell'adolescenza rappresenta oggi una lente imprescindibile per comprendere il mondo interno dei giovani e le trasformazioni della nostra società. L'adolescenza, come sottolinea Ammaniti, è segnata da un processo complesso di disidentificazione dai genitori dell'infanzia, una separazione psichica che apre spazi di libertà ma anche territori di vuoto, ansia e spaesamento emotivo. In questa fase, il gruppo dei coetanei diventa un nuovo baricentro mentale: un luogo di riconoscimento e rispecchiamento reciproco, indispensabile per la costruzione dell'identità adulta, ma anche un ambiente che può generare tensioni, competizioni, ferite e brusche oscillazioni emotive.
È in questo scenario di contrasti – tra dipendenza e autonomia, vulnerabilità e sfida, nostalgia del passato e desiderio di futuro – che emergono i paradossi evolutivi che rendono l'adolescenza, come scriveva Winnicott, una vera e propria "malattia normale". Oggi queste dinamiche si intrecciano con cambiamenti profondi: la trasformazione dei legami familiari, il ruolo crescente delle tecnologie digitali, la pressione delle immagini di sé e dei modelli algoritmici, nuove forme di appartenenza e nuove ferite identitarie. I traumi dello sviluppo e le aporie del Sé assumono forme inedite, talvolta sfuggenti, che interpellano con forza la clinica, la psicoterapia e le neuroscienze.
Il convegno nasce proprio per esplorare questa complessità. Non per ridurla, ma per comprenderla meglio e costruire insieme uno sguardo capace di tenere insieme i diversi livelli dell'esperienza adolescenziale: quello psicoanalitico, quello relazionale, quello neurobiologico e quello culturale. La presenza di relatori di assoluto rilievo nel panorama della psicologia e della psicoterapia consentirà di affrontare questi temi con profondità, rigore e sensibilità clinica, mantenendo come bussola la prospettiva di Ammaniti sullo sviluppo e sui suoi inevitabili paradossi evolutivi.