Corso RES di perfezionamento in terapia sistemico-dialogica per psicologi e medici psicoterapeuti, che approfondisce i quattro pilastri del modello (dialogo, emozioni, situarsi, responsabilità) in 5 incontri pratici annuali.
Fonte dati per questo evento: Agenas. Evento organizzato da provider terzo. Smart ECM riporta dati pubblici dell'evento a scopo informativo e non è responsabile né del corso né dei contenuti, né ha accordi commerciali o di collaborazione con il provider.
Il corso di perfezionamento in terapia sistemico-dialogica nasce dalla volontà di offrire agli ex-allievi della scuola quadriennale di Psicoterapia, riconosciuta dal MUR con DM 439 del 17/02/2015, un focus sui 4 pilastri su cui si fonda il nostro modello. Il modello sistemico-dialogico ha le sue radici nella prospettiva sistemica, basata soprattutto sull'epistemologia sistemica di Gregory Bateson. Siamo anche stati influenzati dal gruppo originale di Milano e dal suo sforzo di trasformare l'epistemologia batesoniana in un insieme di principi operativi. Alcuni di essi sono ancora presenti nella nostra pratica attuale, altri sono stati profondamente modificati per adattarli alle questioni contemporanee, altri ancora sono stati senz'altro abbandonati. A partire da questi fondamenti abbiamo costruito quelli che chiamiamo i quattro pilastri del modello: dialogo, emozioni, situarsi e responsabilità. Durante i 5 incontri di formazione ci concentreremo sugli aspetti pratici della terapia individuale secondo il modello sistemico-dialogico. Tratteremo dapprima la cornice complessiva della terapia, quindi considereremo in dettaglio le nostre tecniche. Le tecniche non sono il punto focale del nostro modello — che è centrato soprattutto sulle persone del terapeuta e del paziente. Ci sono comunque punti tecnici che non possiamo tralasciare. Il tutto è da intendere come una esame degli aspetti principali della nostra pratica clinica, non come un ricettario su "come si fa" la terapia: i principi base del modello sistemico-dialogico devono essere messi in opera da ogni terapeuta a seconda del proprio stile personale e del dialogo con le situazioni uniche che incontrerà volta per volta. I punti base della terapia sistemica-dialogica possono essere così sintetizzati: ● Sistemi. Le interazioni umane sono aperte e disordinate. I sistemi umani sono pattern provvisori che emergono dal disordine: consideriamo ogni sistema umano come una rete di relazioni fra individui, costantemente rimodulate in un flusso incessante. Le relazioni, quindi, sono il punto focale del nostro dialogo terapeutico, anche quando prendiamo in considerazione le complessità della vita interiore. ● Regole. Entro un sistema umano, dalle relazioni emergono regole, create spontaneamente dall'interazione e non modificabili attraverso puri atti di volontà individuale. Consideriamo i pattern interattivi all'interno del sistema come circolari e in costante evoluzione. Il terapeuta deve quindi essere attento alle connessioni tra diversi pattern circolari di comportamento, e a quelle tra idee e comportamenti. ● Linguaggio. I linguaggi (verbali e non verbali) sono parte essenziale del sistema, come lo sono le diverse storie che s'intrecciano in esso. Il terapeuta deve sviluppare una comprensione delle diverse modalità di comunicazione cui partecipa, degli stili delle tante storie che si raccontano, oltre che del proprio stesso linguaggio e del modo in cui si articola con quello degli altri presenti nel sistema. ● Contesto. Ogni azione, e ogni atto comunicativo in genere, trae senso solo dal contesto in cui avviene, e ricorsivamente contribuisce a dare forma al contesto medesimo. Uno dei primi doveri del terapeuta è analizzare il contesto e comprendere la propria e altrui posizione entro di esso. Questo vale tanto per contesti più limitati, come famiglia o posto di lavoro, quanto per contesti più ampi, come società e cultura. ● Potere. Tutte le relazioni umane hanno a che fare con il potere, e pertanto ogni contesto è un contesto politico, compreso quello terapeutico. Le questioni relative al privilegio sono inevitabili, e il terapeuta dovrebbe esserne consapevole. ● Genere. I sistemi umani, compresi quelli terapeutici, sono fondati in ultima analisi sul corpo dei partecipanti. Il corpo ha sempre un genere, e questo genere ha un'influenza essenziale sulle relazioni all'interno del sistema, oltre a intrecciarsi con le questioni di potere e privilegio citate più sopra. Al terapeuta è richiesta la capacità di rendersi consapevole anche del genere — proprio e dei pazienti — e dell'influenza che può avere sul suo giudizio e sulle sue azioni in terapia. ● Posizionamento. I sistemi e i contesti di cui siamo parte ci posizionano in vari modi. A nostra volta, noi ci contro-posizioniamo sempre, accettando o rifiutando la posizione che ci è attribuita. Il terapeuta deve capire in primo luogo il modo in cui è posizionato (da pazienti, contesti, cultura o pregiudizi), quindi la propria risposta e il proprio contro-posizionamento, prima di ogni azione terapeutica. ● Emozioni. Consideriamo le emozioni come fenomeni sistemici e dialogici. Ogni emozione che ciascuno di noi sente e mostra è (almeno fino a un certo punto) una conseguenza e una risposta a emozioni mostrate da qualcun altro. Vediamo i sistemi umani (anche) come reti di emozioni, trasmesse in parte attraverso il discorso, in parte attraverso canali non verbali. Per quando, secondo noi, le emozioni esistano nel dialogo entro i sistemi, l'esperienza soggettiva di esse appartiene all'individuo. Definiamo l'integrazione tra la consapevolezza del nostro posizionamento e quella delle nostre emozioni come "situarsi". ● Polifonia. Ogni partecipante a un dialogo ha qualcosa d'importante da dire su sé stesso e sugli altri, e deve avere l'opportunità di dirlo. Il terapeuta non dovrebbe risparmiare nessuno sforzo per far sì che ciascuno ascolti tutti gli altri, per difficile che possa essere. Lo scopo del dialogo terapeutico non è raggiungere unanimità, armonia o un accordo finale: il dialogo non si chiude né si conclude mai. ● Pluridiscorsività. In ogni dialogo sono presenti molti linguaggi (verbali e non verbali) allo stesso tempo, e la terapia dovrebbe preservare quella molteplicità, favorendo al contempo la comprensione reciproca: non c'è un modo di parlare o di stare nel dialogo che sia "giusto" o "sbagliato" di per sé — tranne i tentativi di zittire gli altri, o l'indisponibilità ad ascoltarli. ● Conoscenza ipotetica. La conoscenza del terapeuta è sempre provvisoria e incerta. Il terapeuta mantiene un costante stato di dubbio rispetto a quanto può sapere e capire del sistema e delle persone che lo compongono. Il suo atteggiamento dev'essere di rispettosa curiosità. Il terapeuta, comunque, partecipa al dialogo quanto il paziente, il che significa che è libero di portare (rispettosamente) le proprie idee, ipotesi, emozioni e posizioni entro il dialogo. ● Responsabilità. Terapeuta e paziente dovrebbero assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Per noi, la responsabilità dovrebbe essere sia relazionale, cioè consapevole dello spazio relazione e dialogico in cui gli individui si trovano (McNamee e Gergen, 1999), sia posizionale, cioè connessa alla posizione che l'individuo ha nei sistemi e nei contesti.
Cooperativa Sociale il Dialogo
Piazzale Goisis 1, Bergamo (BG)
IL DIALOGO COOPERATIVA SOCIALE
Provider
ID Provider: N° 7648
Città: Bergamo (BG)
Tipologia: Società, Agenzie Ed Enti Privati
Stato accreditamento: Provvisorio
Caterina Acquafredda
Responsabile scientifico
Specializzazione: Medico
Dott. Paolo Bertrando
Docente
Specializzazione: Psicoterapia sistemico-dialogica
Ruolo: Co-Direttore della scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale
Dott.ssa Claudia Lini
Docente
Specializzazione: Psicoterapia sistemico-dialogica
Struttura: Scuola di Psicoterapia Sistemico-dialogica di Bergamo; Fondazione Biffi RSA, Milano
Ruolo: Co-Direttora della scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale
Profilo: Psicologa e psicoterapeuta sistemico-dialogica. Diplomata in psicoterapia sistemico-relazionale presso il Centro Milanese di Terapia della Famiglia. Attività libero professionale di psicoterapia dal 2009. Autrice di pubblicazioni scientifiche su terapia familiare e sistemico-dialogica.
L'evento è accreditato per: Psicologo (Psicoterapia); Medico Chirurgo (Psicoterapia).
Fonte dati per questo evento: Agenas. Evento organizzato da provider terzo. Smart ECM riporta dati pubblici dell'evento a scopo informativo e non è responsabile né del corso né dei contenuti, né ha accordi commerciali o di collaborazione con il provider.
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