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Rc ed ev. Avv., Gest. Ica e stew. Ant., Comun., Couns., Umanizz. Cure, rischio cadute, prot. Inferm., Check list pre-operatoria, comp. Cart. Cliniche31 ottobre - 14 novembre 2026Erice12 creditiGratuito

Rc ed ev. Avv., Gest. Ica e stew. Ant., Comun., Couns., Umanizz. Cure, rischio cadute, prot. Inferm., Check list pre-operatoria, comp. Cart. Cliniche

Di Innogea Srl

31 ottobre - 14 novembre 2026

Erice

12 ore

12crediti ECM
Gratuito50 posti
In breve

Il percorso affronta cinque aree della sicurezza delle cure.

Riassunto a cura di Smart ECM

Info basate su dati pubblici Agenas. Smart ECM non è responsabile del corso e non ha accordi con il provider che lo organizza. Contattaci

Rischio clinico, dalla ricerca delle colpe alle cause

Corso ECM residenziale per tutte le professioni sanitarie su rischio clinico, eventi avversi, infezioni correlate all'assistenza e stewardship antibiotica, comunicazione e umanizzazione delle cure, rischio cadute, protocolli infermieristici, check list pre-operatoria e cartella clinica.

In ambito sanitario sono diventati molto importanti, accanto ad argomenti tecnici e specialistici, anche temi rendono necessario un percorso di aggiornamento continuo degli operatori. Il corso di formazione si ripropone lo scopo di aggiornare i partecipanti sulle seguenti tematiche; in particolare:

1. Rischio Clinico, Root Causes Analysis, Eventi avversi, Audit Clinico

2. ICA e stewardship

3. Comunicazione in ambito sanitario e Umanizzazione delle Cure

4. Rischio cadute e protocolli infermieristici

5. Check list pre-operatoria e compilazione cartelle cliniche

1. Rischio Clinico, Root Causes Analysis, Eventi avversi, Audit Clinico

La root cause analysis (RCA) è una tecnica di indagine che viene applicata ad eventi di particolare impatto, in particolare incidenti, ed è finalizzata ad esaminare quanto accaduto ricercandone le cause. Rispetto alle indagini di tipo tradizionale, l'obiettivo è quindi focalizzato non tanto sulla ricerca delle responsabilità (chi è stato), quanto sulla identificazione degli interventi di miglioramento (in modo da evitare il ripetersi dell'accaduto).

La RCA è basata su un approccio metodologico che presenta l'incidente come l'evento finale non voluto di un percorso che parte dalle cosiddette latent condition (condizioni organizzative e di contesto di lavoro con lacune, inefficienze ed errori di tipo progettuale) e latent failure (condizioni concrete in cui gli individui si trovano ad operare), esamina le active failure, cioè azioni non sicure, errori umani e violazioni, che portano all'insorgere dell'incidente. I responsabili di progetto hanno il compito a volte ingrato di gestire requisiti e risorse che spesso non sono sotto il loro diretto controllo, al fine di sviluppare un progetto entro i vincoli (in termini di ambito, tempi, costi e qualità) stringenti ai quale devono attenersi (copertura, nel tempo, qualità, ecc.). Inoltre occorre ragionare sui possibili rischi che possono avere un impatto decisivo sul progetto e che non sempre possono essere rimossi, ma devono essere o trasferiti oppure gestiti in modo da mitigarne gli impatti. Sono definiti "eventi avveri" quegli eventi di particolare gravità, che causano morte o gravi danni al paziente e che determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio Sanitario. La sorveglianza degli eventi sentinella, già attuata in altri Paesi, costituisce un'importante azione di sanità pubblica, rappresentando uno strumento indispensabile per la prevenzione di tali evenienze e per la promozione della sicurezza dei pazienti. Per questa ragione il Ministero della Salute ha elaborato, con il supporto tecnico di esperti, diversi protocolli e raccomandazioni per la gestione e per il monitoraggio degli eventi sentinella, con l'obiettivo di fornire alle Regioni e alle Aziende sanitarie una modalità univoca di sorveglianza e gestione di tali eventi sul territorio nazionale, a garanzia dei Livelli essenziali di assistenza.

La definizione e la tipologia degli eventi sentinella sono funzionali agli obiettivi e alle esigenze della organizzazione che li adotta. Nel contesto del Protocollo di monitoraggio degli eventi sentinella il Ministero definisce evento sentinella un "evento avverso di particolare gravità, potenzialmente evitabile, che può comportare morte o grave danno al paziente e che determina una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario. Il verificarsi di un solo caso è sufficiente per dare luogo ad un'indagine conoscitiva diretta ad accertare se vi abbiano contribuito fattori eliminabili o riducibili e per attuare le adeguate misure correttive da parte dell'organizzazione". Tra gli strumenti riguardanti la gestione della clinical governance senza dubbio l'audit clinico rappresenta il mezzo più adeguato ad adattare le linee guida alla pratica clinica. Si tratta di una iniziativa condotta da clinici (medici, infermieri ed altri professionisti sanitari) che cerca di migliorare la qualità e gli esiti dell'assistenza attraverso una revisione tra pari, strutturata (regolare e sistematica), per mezzo della quale i clinici esaminano la propria attività e i propri risultati in confronto a standard espliciti e la modificano se necessario. L'audit clinico può essere considerato una cartina tornasole utile per valutare l'appropriatezza dei processi rispetto alle migliori evidenze disponibili, fondamentale per migliorare eventuali inappropriatezze.

L'audit clinico è descritto come un percorso ciclico volto a: - Stabilire le evidence based practice disponibili rispetto ad un ambito di cura (diagnostico, terapeutico o assistenziale) misurare l'aderenza dei percorsi assistenziali predefiniti rispetto alle sopra indicate evidenze - Aggiornare (se necessario) o creare (se assenti) percorsi assistenziali rispettosi delle suddette raccomandazioni - Predisporre il monitoraggio per sostenere il miglioramento.

Per la realizzazione di un audit clinico è fondamentale innanzitutto un gruppo multidisciplinare, in grado di definire le priorità meritevoli di revisione o di nuova implementazione; in seguito, una volta individuato il gold standard da raggiungere, lo si andrà a confrontare con la pratica corrente, così da identificare le aree che necessitano di aggiornamento. Il completamento dell'audit clinico si avrà poi nel momento in cui la trasformazione stessa sarà implementata, mantenendo, tuttavia, un controllo sul rispetto del nuovo standard ricorrendo, se necessario, ad un re-audit con il quale verificare l'efficacia del cambiamento.

2. ICA e stewardship

Le infezioni correlate all'assistenza (ICA) sono infezioni acquisite che costituiscono la complicanza più frequente e grave dell'assistenza sanitaria e possono verificarsi in ogni ambito assistenziale, incluso gli ospedali per acuti, il day-hospital/day-surgery, le strutture di lungodegenza, gli ambulatori, l'assistenza domiciliare, le strutture residenziali territoriali. Le ICA includono infezioni trasmesse dall'esterno (esogene), da persona a persona o tramite gli operatori e l'ambiente, e infezioni causate da batteri presenti all'interno del corpo (endogene).

Le cause possono essere molteplici, ad esempio: - la progressiva introduzione di nuove tecnologie sanitarie, con l'uso prolungato di dispositivi medici invasivi e gli interventi chirurgici complessi, che, pur migliorando le possibilità terapeutiche e l'esito della malattia, possono favorire l'ingresso di microrganismi in sedi corporee normalmente sterili - l'indebolimento del sistema di difesa dell'organismo (immunosoppressione) o gravi patologie concomitanti - la scarsa applicazione di misure di igiene ambientale e di prevenzione e controllo delle infezioni in ambito assistenziale - l'emergenza di ceppi batterici resistenti agli antibiotici, dovuta soprattutto all'uso scorretto o eccessivo di questi farmaci, che complica ulteriormente il decorso di molte ICA. Queste infezioni hanno un impatto clinico ed economico rilevante: secondo il primo rapporto globale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, le ICA provocano un prolungamento della durata di degenza, disabilità a lungo termine, aumento della resistenza dei microrganismi agli antibiotici, un carico economico aggiuntivo per i sistemi sanitari e per i pazienti e le loro famiglie e una significativa mortalità in eccesso. Le persone a maggior rischio di contrarre una ICA sono gli assistiti; tuttavia sono esposti e possono essere colpiti anche il personale e i visitatori.

Come le altre infezioni, a seconda del microrganismo, le ICA si possono trasmettere per contatto diretto, da persona a persona (soprattutto tramite le mani) o per via aerea (goccioline emesse durante la fonazione, gli starnuti o i colpi di tosse) o per via indiretta, mediante oggetti contaminati (come strumenti diagnostici o assistenziali, oggetti comuni). Uno dei punti cruciali per il contrasto alle ICA è la definizione e l'applicazione di buone pratiche di assistenza e di altre misure, secondo un programma integrato che deve essere adattato a ogni ambito assistenziale; a riguardo, l'OMS ha messo a punto dei framework per la gestione delle ICA e il corretto lavaggio della mani.

Inoltre, l'obiettivo dell'attività formativa è la creazione di una cultura aziendale di base condivisa costruita attorno alle linee guida clinico-asistenzaili di rilievo nazionale e internazionale per, da un lato, misurare il dolore, controllare l'efficacia della terapia, contrastarlo e prevenirne gli effetti secondari mediante l'elaborazione/adozione di piani assistenziali specifici. il corso ha l'obiettivo di trasferire le conoscenze per un adeguato management del paziente e, dall'altro, favorire l'aggiornamento delle conoscenze degli operatori sanitari tutti sulle metodologie e gli strumenti atti a ridurre il rischio di infezioni associate alle cure

3. Comunicazione in ambito sanitario e Umanizzazione delle Cure

Il ricovero presso una casa di cura o struttura sanitaria, o l'affrontare un percorso di cure specialistico, in generale è un avvenimento stressante che comporta un cambiamento notevole per lo stile di vita. I soggetti colpiti da malattia sono travolti da una forte corrente emotiva che può portare timori per la propria incolumità fisica, perdita di interessi, irritabilità, dipendenza e bisogno di rassicurazione da parte degli altri.

Conoscere la giusta comunicazione con il paziente e sapere come interagire con loro sono delle skills indispensabili per un Operatore Sanitario che necessitano della giusta preparazione e di una conoscenza sempre aggiornata. La relazione operatore-paziente è un aspetto fondamentale di questo profilo professionale. Capire chi è il soggetto con cui si ha a che fare e generare ciò che viene definito una "comunicazione terapeutica" porta benefici da un punto di vista emotivo per il paziente, migliorando anche l'efficienza lavorativa per l'operatore. Le strutture sanitarie provocano ansia e paura; ciò non è dovuto solo alla distanza/separazione della famiglia e dalle abitudini quotidiane ma anche alla struttura e organizzazione di quest'ultima. I rumori, le notevoli limitazioni dello spazio personale, la quasi totale scomparsa della propria intimità rendono queste strutture radicalmente diverse dall'ambiente quotidiano/domestico e sono viste come impersonali e fredde. Il paziente reagisce all'ambiente istituzionale con gli stessi comportamenti che è abituato a mettere in atto in qualsiasi altra situazione di ansia e stress. Chi in particolare è molto emotivo ha bisogno di un tempo maggiore perchè il livello dell'ansia diminuisca a livelli accettabili. L'accoglienza, quindi, è un processo complesso influenzato dai rapporti interpersonali, dalle informazioni, dal comfort ambientale e dall'organizzazione del lavoro. Gli operatori sanitari sono a contatto costante con le persone che hanno bisogno di assistenza e devono stabilire con loro relazioni di qualità, per consentire all'individuo di esprimersi liberamente, senza il timore di essere giudicato o rifiutato. La relazione di aiuto, intesa come una maniera per gestire una relazione interpersonale, volta a liberare le capacità dell'assistito a vivere in modo più pieno rispetto al momento del primo contatto comincia sin dal primo momento del contatto con la persona, a partire dalla raccolta dei dati. Ogni relazione umana, a prescindere dai ruoli degli interlocutori, è caratterizzata da uno scambio comunicativo. Nel contesto di ricovero, ospedaliero e non, lo scambio paziente/operatore si prefigura come una situazione impari, dove la richiesta di aiuto, anche se non esplicita, è sempre presente, contaminando o vincolando il vissuto di dipendenza nel suo relazionarsi.

Lo scopo del corso è aggiornare tutti gli operatori su temi trasversali e di grande attualità analizzando linee guida, raccomandazioni, etc. e fornendo ai partecipanti esempi pratici di applicazione delle stesse nella quotidiana attività svolta nelle strutture sanitarie.

Inoltre, l'obiettivo dell'attività formativa è accrescere la conoscenza di quelli che sono gli strumenti e le strategie fondamentali prestazioni di e risultati di eccellenza. Per fare in modo che un Team porti risultati eccellenti, è necessario che i componenti desiderino essere parte della stessa squadra, condividendo, obiettivi, decisioni e risultati anche tenendo conto delle differenze di genere. In estrema sintesi, gestire costruttivamente i conflitti attraverso l'ascolto, la negoziazione e l'assertività per apportare innovazioni gestionali utili a migliorare la qualità della prestazione sanitaria erogata.

4. Rischio cadute e protocolli infermieristici

La sessione "Rischio cadute e protocolli infermieristici" è finalizzata a sviluppare conoscenze e competenze specifiche per la prevenzione, la valutazione e la gestione del rischio di caduta della persona assistita, con particolare riferimento ai contesti ospedalieri, riabilitativi, residenziali e socio-sanitari. Le cadute rappresentano infatti uno degli eventi avversi più frequenti nei percorsi assistenziali e possono determinare conseguenze cliniche, funzionali e psicologiche rilevanti, oltre a incidere sulla durata della degenza, sui costi assistenziali e sulla qualità di vita del paziente.

L'attività formativa propone un approccio sistematico alla gestione del rischio, finalizzato a superare una visione esclusivamente reattiva dell'evento e a promuovere modelli assistenziali orientati alla prevenzione. Saranno approfonditi i principali fattori di rischio intrinseci ed estrinseci, le condizioni cliniche e ambientali che possono favorire l'evento e le modalità di identificazione precoce dei pazienti maggiormente esposti. Particolare attenzione sarà dedicata alla valutazione multidimensionale e all'utilizzo di scale validate per la stratificazione del rischio, favorendo una presa in carico personalizzata in relazione alle caratteristiche e ai bisogni della persona.

Il corso intende inoltre fornire agli operatori strumenti metodologici per la definizione e l'applicazione di protocolli infermieristici standardizzati, capaci di tradurre la valutazione del rischio in interventi concreti e verificabili. Verranno analizzate le procedure relative alla gestione del paziente a rischio, alla sorveglianza assistenziale, alla mobilizzazione sicura, all'utilizzo appropriato degli ausili, alla gestione dell'ambiente e alla comunicazione con paziente e caregiver.

Un'attenzione specifica sarà rivolta alla prevenzione delle cadute correlate alla terapia farmacologica, alle alterazioni dello stato cognitivo, ai deficit motori e sensoriali, all'ipotensione e alle condizioni di fragilità. Saranno inoltre affrontate le modalità di gestione dell'evento caduta, dalla prima valutazione del paziente alla rilevazione di eventuali conseguenze cliniche, dalla documentazione dell'accaduto alla segnalazione e all'analisi delle cause, con l'obiettivo di trasformare l'evento in un'opportunità di apprendimento e miglioramento organizzativo.

Scopo del corso è promuovere una cultura della sicurezza condivisa, rafforzando il ruolo dell'infermiere nella gestione proattiva del rischio e favorendo l'integrazione tra valutazione clinica, pianificazione assistenziale, protocolli operativi e monitoraggio degli outcomes. Il percorso mira inoltre a uniformare i comportamenti degli operatori e a ridurre la variabilità delle pratiche assistenziali, attraverso procedure basate sulle evidenze e strumenti di monitoraggio dell'efficacia degli interventi.

5. Check list pre-operatoria e compilazione cartelle cliniche

Il percorso pre-operatorio rappresenta una fase particolarmente delicata dell'assistenza, nella quale la corretta identificazione del paziente, la verifica delle condizioni cliniche, la disponibilità della documentazione e la completezza delle informazioni risultano fondamentali per garantire sicurezza, appropriatezza e continuità delle cure. In tale contesto, l'utilizzo sistematico della check list pre-operatoria costituisce uno strumento essenziale per ridurre il rischio di omissioni, errori di identificazione, informazioni incomplete e criticità organizzative che possono ripercuotersi sull'intero percorso chirurgico.

Il modulo approfondisce criteri, modalità e responsabilità connesse alla corretta applicazione delle check list nelle diverse fasi del percorso pre-operatorio, con particolare attenzione alla verifica dell'identità del paziente, della procedura e del sito chirurgico, della documentazione clinico-assistenziale, degli esami e degli accertamenti necessari, del consenso informato e delle eventuali condizioni di rischio.

Una specifica area formativa sarà dedicata alla compilazione, gestione e conservazione della cartella clinica, analizzandone il valore quale strumento di comunicazione tra i professionisti, continuità assistenziale, tracciabilità del percorso di cura e documentazione delle attività svolte. Saranno approfonditi i requisiti di completezza, chiarezza, accuratezza, tempestività e coerenza delle registrazioni, evidenziando le principali criticità nella compilazione e le conseguenze derivanti da omissioni, informazioni contraddittorie o registrazioni non correttamente effettuate.

La sessione propone inoltre un approccio orientato al Clinical Risk Management, attraverso l'integrazione tra check list, protocolli, procedure e documentazione sanitaria, favorendo una maggiore standardizzazione dei comportamenti e una più efficace comunicazione all'interno dell'équipe multidisciplinare.

La root cause analysis (RCA) è una tecnica di indagine che viene applicata ad eventi di particolare impatto, in particolare incidenti, ed è finalizzata ad esaminare quanto accaduto ricercandone le cause.
Tematiche:rischio clinicoeventi avversiinfezioni correlate all'assistenzastewardship antibioticacomunicazione in sanitàumanizzazione delle cure

Il programma dei due giorni

Sab31ottobre
Giorno 1
Sab14novembre
Giorno 2
8:00
9:00
10:00
11:00
12:00
13:00
14:00
Registrazione dei partecipanti
Modulo 1 – Rischio Clinico, Root Causes AnalysisNicola Ajola
Modulo 2 – Eventi avversi, Audit ClinicoNicola Ajola
Modulo 3 - Comunicazione in ambito sanitario e Umanizzazione delle CureNicola Ajola
Modulo 4 – Principi e strategie per il contenimento e la gestione delle ICA e la stewardship antibioticaNicola Ajola
Modulo 5 – Prevenzione e gestione del Rischio caduteMargherita Vizio
Modulo 6 – Tecniche di nursing e protocolli infermieristiciMargherita Vizio
Modulo 7 - Check list pre-operatoria e compilazione cartelle clinicheMargherita Vizio
Valutazione apprendimento mediante prova orale e rilevazione CS

Dove si svolgerà

Il corso si tiene presso Casa di Cura Villa dei Gerani, Via Alessandro Manzoni, Erice.

Via Alessandro Manzoni, 83, Erice (TP)

Come ottieni 12 crediti

2Partecipa in aula

dal 31 ottobre al 14 novembre 2026, a Erice

3Supera la verifica

Esame orale

Responsabili e docenti

Provider

INNOGEA SRLID Provider N° 1152 · Città: Palermo (PA) · Tipologia: Società, Agenzie Ed Enti Privati · Stato accreditamento: Standard - 1° Rinnovo

Responsabili scientifici

  • Sabrina BellomoResponsabile scientifico
    Qualifica
    Laurea in Matematica, Dottorato di Ricerca in Fisica Matematica, Master in Business Administration
    Specializzazione
    Consulente di Direzione
    Struttura
    Casa di Cura Orestano, Palermo
    Ruolo
    Dirigente presso Casa di Cura Orestano di Palermo dal gennaio 2025
    Profilo
    In precedenza Dirigente Amministrativo della Casa di Cura Torina S.p.A. di Palermo (marzo 2004 - dicembre 2024) e Dirigente Amministrativo dell'Ufficio Organizzazione del Policlinico A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (novembre 1998 - marzo 2004). Dal novembre 1994 consulente di direzione presso A.T. Kearney S.p.A. con la funzione di Associate. Dal 2014 svolge attività di docenza su temi di management sanitario, rischio clinico e altre tematiche gestionali sanitarie con la società Innogea di Palermo.
    Responsabile scientifico · Casa di Cura Orestano, Palermo
  • Giuseppe IntravaiaResponsabile scientifico
    Specializzazione
    Componente Com. Scientifico - Esperto di Settore
    Responsabile scientifico
  • Vittorio Scaffidi AbbateResponsabile scientifico
    Specializzazione
    Componente Com. Scientifico - Esperto di Settore
    Responsabile scientifico

Relatori e docenti

  • Nicola AjolaDocente
    Qualifica
    Laurea in Pedagogia
    Specializzazione
    Consulente Senior in ambito organizzativo e comunicazione in sanità
    Struttura
    Innogea, Libero professionista
    Ruolo
    Consulente Senior Area Health presso Innogea dal gennaio 2008
    Profilo
    Si occupa di supporto al Responsabile della Divisione Training per la rilevazione dei fabbisogni, la selezione dei partecipanti, la progettazione e il coordinamento delle attività didattiche; è responsabile della segreteria ECM; consulente in materia di sistemi di gestione della qualità in ambito sanitario; docente in corsi di formazione ECM su rischio clinico, sistemi di gestione, PNE, infezioni e gestione CTA.
    Docente · Innogea, Libero professionista
  • Gabriele De LisiDocente
    Qualifica
    Laurea
    Specializzazione
    Consulente Senior in ambito organizzativo e comunicazione in sanità
    Struttura
    Innogea, Libero professionista
    Ruolo
    Consulente Area Health presso Innogea dal gennaio 2019
    Profilo
    Consulente in materia di sistemi di gestione della qualità in ambito sanitario; co-docente e docente in corsi di formazione ECM su rischio clinico, sistemi di gestione, PNE, infezioni e gestione CTA.
    Docente · Innogea, Libero professionista
  • Paolo Di FrancoDocente
    Qualifica
    Laurea in Scienze della Comunicazione
    Specializzazione
    Consulente Senior in ambito organizzativo e comunicazione in sanità
    Struttura
    Libero professionista
    Ruolo
    RSPP, RQ e RPD/DPO presso Casa di Cura Regina Pacis, San Cataldo (CL), dal 30 aprile 2012
    Profilo
    Dal gennaio 2016 è Consulente Senior Area Health e docente in corsi di formazione ECM in materia di rischio clinico, sistemi di gestione, PNE, infezioni e gestione CTA per Innogea.
    Docente · Libero professionista
  • Margherita VizioDocente
    Qualifica
    Diploma di Infermiere; iscritta al corso di laurea in Sociologia dell'Innovazione
    Specializzazione
    Consulente in rischio clinico, prevenzione delle ICA e sistemi qualità ISO 9001:2015
    Struttura
    Libera professionista
    Ruolo
    Consulente in materia di rischio clinico, prevenzione ICA e sistemi qualità ISO 9001:2015 dal 2021; Lead Auditor ISO 9001:2015 presso enti certificatori dal 2024
    Profilo
    È stata Amministratore Delegato di Esprit Srl (Mirandola, MO), azienda di formazione in ambito sanitario accreditata ECM, occupandosi anche di consulenza in tema di prevenzione delle infezioni, formazione e organizzazione. Dal 2015 è consulente presso Casa di Cura Villa Serena SpA (Piossasco, TO) per organizzazione aziendale, prevenzione e controllo del rischio infettivo, pianificazione della formazione e accreditamento istituzionale, occupandosi anche dell'iter di accreditamento di un poliambulatorio di proprietà.
    Docente · Libera professionista

Domande frequenti

L'evento è accreditato per la mia professione e disciplina?

L'evento è accreditato per: Tutte Le Professioni (Tutte Le Professioni).

Quanti crediti ECM ottengo e come arrivano su Co.Ge.A.P.S.?

«Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» assegna 12 crediti ECM al superamento della verifica di apprendimento. I crediti vengono inviati dal provider "Innogea Srl" al tuo account Co.Ge.A.P.S. dopo la conclusione del corso.

Si svolge online o in presenza?

In presenza: «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» si tiene a Via Alessandro Manzoni, Erice.

Quanti partecipanti sono previsti per l'evento?

Per «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» sono previsti fino a 50 partecipanti.

Conviene rispetto a un corso FAD gratuito sullo stesso obiettivo?

Al momento non risultano alternative gratuite sullo stesso obiettivo: a costo zero «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» è la scelta più semplice.

Quanto pesa questo corso sull'obbligo del triennio 2026-2028?

Con 12 crediti, «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» copre l'8% dei 150 crediti richiesti nel triennio. Con l'esonero o la riduzione per chi ha completato il triennio precedente la quota sale.

A quale obiettivo formativo corrisponde questo evento?

«Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» ha come obiettivo formativo "Linee guida - protocolli - procedure", parte degli "Obiettivi formativi di sistema".

Quali competenze si acquisiranno durante l'evento?

Al termine di «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…»:

Favorire l’aggiornamento delle conoscenze degli operatori sanitari tutti sulle metodologie e gli strumenti atti a ridurre il rischio di infezioni associate alle cure, revisionando ed aggiornando linee guida e protocolli sulla base delle più aggiornate evidenze ed esperienze realizzate in ambito nazionale e internazionale. migliorare la creazione di una cultura aziendale che possa centrare la sua attenzione sulla gestione e contenimento degli eventi avversi e la conoscenza delle cause radice per il contenimento del rischio infettivo con la messa a punto di piani di contenimento e gestione. trasferimento al personale di conoscenze circa l'implementazione di un sistema di gestione del rischio clinico secondo gli standard di eccellenza del ministero della salute e della jci per consentire la progettazione ed attuazione di piani di miglioramento delle performance e contenimento degli eventi avversi

Si tratta di un evento residenziale interattivo?

No, «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» non è un evento residenziale interattivo.

Quali metodi di insegnamento sono utilizzati nell'evento?

In «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» i metodi didattici previsti sono: lezioni magistrali.

L'evento si terrà in italiano?

Sì, «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» si terrà interamente in italiano.

Come funziona la verifica di presenza?

In «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» la presenza viene verificata tramite firma di presenza.

Come funziona la verifica di apprendimento?

In «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» la verifica dell'apprendimento avviene tramite esame orale.

Posso sommare più corsi di Innogea Srl?

Sì: oltre a «Rc Ed Ev. Avv., Gest. Ica E Stew. Ant., Comun., Couns…» puoi seguire tutti i corsi che vuoi di Innogea Srl, non c'è un limite per provider.

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