Gratuito, 30 posti
Evento già iniziato
Questo evento è cominciato (30 settembre - 9 dicembre 2026) e non è più possibile iscriversi.
Percorso residenziale di supervisione per rileggere situazioni complesse dei servizi sociali, collegando dinamiche relazionali, comunicazione, emozioni e organizzazione.

Riassunto a cura di Smart ECM
Percorso di supervisione multiprofessionale rivolto agli operatori dei servizi sociali, basato su un modello sistemico-relazionale e narrativo, per sostenere l'efficacia professionale e il benessere personale attraverso il lavoro di gruppo.
Il progetto di supervisione che presentiamo è fondamentalmente orientato a sostenere l'azione professionale degli operatori dei servizi sociali promuovendone le risorse individuali e rinforzando il funzionamento dei gruppi di lavoro. Per ottenere questo riteniamo indispensabile tenere fortemente connessa l'interazione tra l'efficacia dell'intervento ed il benessere personale. Solo questa duplice attenzione potrà delinearsi come cruciale fattore di protezione del sé professionale dell'operatore in un contesto di gruppo che diventa luogo di pensiero (mente collettiva), di scambio e cooperazione, di costruzione creativa di soluzioni possibili, di una nuova narrazione che aiuti a ricostruire costantemente il senso degli interventi attivati.
Riferimenti teorici
Dal punto di vista etimologico "supervisionare" vuol dire "guardare dall'alto". Nel nostro modello teorico pensiamo la supervisione come un'occasione per poter osservare i fatti, le situazioni, i problemi, all'interno di un contesto più vasto di relazioni e con una maggior profondità di campo. Il modello teorico di riferimento è quello "sistemico relazionale e narrativo" inteso come cornice epistemologica all'intero della quale l'intervento di supervisione si colloca con una particolare attenzione ai processi comunicativi e di ipotizzazione, all'integrazione della dimensione cognitiva ed emotiva, alla co-costruzione di soluzioni possibili alle difficoltà incontrate, alle pratiche dialogiche. Parafrasando Edgar Morin l'idea è quella di attrezzarsi di un "pensiero complesso" che tenga in considerazione più livelli interpretativi e più modelli teorici di riferimento. Un "pensiero per andirivieni" che favorisca una lettura multidimensionale che oscilli costantemente dalle parti al tutto alle parti (emozioni, relazioni, significati, sistemi sociali). In questa prospettiva il momento della supervisione potrà delinearsi come: "contesto di apprendimento", come "luogo di ricerca e/o ricostruzione di senso del proprio operare", come "spazio di mentalizzazione e messa in parola delle emozioni individuali e collettive".
Altri due riferimenti teorici sono diventati negli ultimi anni punto di riferimento per il nostro operare nei contesti di supervisione: la Video Interaction Guidance e la Non Violence Resistance proposta dal terapeuta israeliano Haim Omer.
Impostazione metodologica dei percorsi di supervisione:
Dal punto di vista metodologico risulta fondamentale nel nostro modello di lavoro:
• Aiutare gli operatori che presentano una situazione problematica ad esprimere in modo esplicito la propria "domanda di aiuto" al gruppo; tale passaggio è fondamentale per guidare il processo di supervisione e per calibrarlo nei suoi diversi passaggi.
• Partire sempre dalle "risorse messe in campo" dall'operatore e da quanto di "positivo" è già stato realizzato rispetto al problema presentato; questo passaggio appare importante per ridurre il senso di inadeguatezza che spesso si sperimenta e che rischia di attivare un atteggiamento "difensivo e congelato" poco utile nel lavoro di "scambio" professionale ed emotivo con i colleghi.
• Prestare un'attenzione particolare alle emozioni sperimentate dagli operatori rispetto alla/e difficoltà incontrate che, se non ascoltate e gestite nel contesto di supervisione, rischiano di invalidare la possibile ricerca creativa di nuove letture e nuove soluzioni.
• Stimolare i partecipanti a costruire delle connessioni – pur in modo appropriato rispetto allo specifico contesto costituito dalla supervisione – tra l'operatore in quanto "professionista" e l'operatore in quanto "persona", aiutando ognuno a diventare maggiormente consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti e dei collegamenti tra gli stessi e la propria storia individuale.
• Pensare il gruppo come contesto di "accoglienza" e "contenimento" degli aspetti emotivi emergenti ma soprattutto come "testimone autorevole" del valore e dell'efficacia dell'operatore.
• Fornire strumenti operativi/metodologici facilmente spendibili in tutte le situazioni e non troppo specialistici; come, per esempio, individuare e lavorare sulle "risorse", muoversi coerentemente all'interno del proprio contesto istituzionale ed organizzativo, della rete degli operatori allargata, aumentare l'autocontrollo personale, utilizzare chiavi di lettura decolpevolizzanti, lavorare su obiettivi "ecologici" per il sistema preso in considerazione. Partendo dalla specifica domanda di aiuto dell'operatore è fondamentale cercare di ampliare la riflessione a "situazioni analoghe" all'interno delle quali si possano riconoscere anche gli operatori non coinvolti direttamente.
Per "caratterizzare" il nostro modello di supervisione in termini di processo possiamo pensare che ogni percorso preveda 3 momenti:
1. costruzione del patto di lavoro (definizione condivisa di obiettivi, focus tematici, metodologie e tecniche, criteri di verifica, condizioni di sicurezza e tutela della privacy).
2. percorso di supervisione con monitoraggio e ricalibrazioni successive del progetto concordato;
3. verifica finale con predisposizione del report di valutazione sottoscritto dai partecipanti.
Per quanto riguarda le singole sessioni di supervisione possiamo pensare ad alcuni passaggi che ne potrebbero costituire la trama:
1. Preparazione dell'incontro guidata da una "scheda sintetica" compilata dall'operatore che presenterà la situazione problematica. In questa scheda saranno brevemente evidenziati gli elementi essenziali della situazione, le difficoltà sperimentate dall'operatore e la sua domanda di aiuto. La scheda viene inviata pochi giorni prima al gruppo e al supervisore per consentire una prima riflessione su quanto sarà presentato nell'incontro. Questo passaggio è importante sia per evitare lunghi e dispersivi racconti sia per aiutare l'operatore a fare chiarezza in anticipo sulle sue difficoltà e sulle sue richieste al gruppo. In questo modo velocemente si può iniziare ad approfondire la situazione con una maggior focalizzazione sulla domanda e sul bisogno che la determina.
2. Gestione dell'incontro con alcuni momenti rituali: in apertura analisi della domanda e del contesto, scambio di gruppo come brainstorming, costruzione di ipotesi e ricerca di nessi integrando la dimensione cognitiva e quella emozionale, riflessione circolare nel gruppo, sintesi e restituzioni.
3. Feed-back a distanza del collega che ha presentato la situazione e dei partecipanti al gruppo.
Il corso si tiene presso Csac, Cuneo; Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, Cuneo.
Via Rocca Dè Baldi, 7, Cuneo (CN)
Gratuito, 30 posti
dal 30 settembre al 9 dicembre 2026, a Cuneo
Questionario a risposta multipla
IDEAS GROUP SRLID Provider N° 352 · Città: Firenze (FI) · Tipologia: Società, Agenzie Ed Enti Privati · Stato accreditamento: Standard - 1° Rinnovo
L'evento è accreditato per: Tutte Le Professioni (Tutte Le Professioni).
«Supervisione Multiprofessionale» assegna 16 crediti ECM al superamento della verifica di apprendimento. I crediti vengono inviati dal provider "Ideas Group Srl" al tuo account Co.Ge.A.P.S. dopo la conclusione del corso.
In presenza: «Supervisione Multiprofessionale» si tiene a Cuneo; Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, Cuneo.
Per «Supervisione Multiprofessionale» sono previsti fino a 30 partecipanti.
Al momento non risultano alternative gratuite sullo stesso obiettivo: a costo zero «Supervisione Multiprofessionale» è la scelta più semplice.
Con 16 crediti, «Supervisione Multiprofessionale» copre il 10,7% dei 150 crediti richiesti nel triennio. Con l'esonero o la riduzione per chi ha completato il triennio precedente la quota sale.
«Supervisione Multiprofessionale» ha come obiettivo formativo "Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie", parte degli "Obiettivi formativi di sistema".
Al termine di «Supervisione Multiprofessionale»:
Il progetto di supervisione che presentiamo è fondamentalmente orientato a sostenere l’azione professionale degli operatori dei servizi sociali promuovendone le risorse individuali e rinforzando il funzionamento dei gruppi di lavoro. per ottenere questo riteniamo indispensabile tenere fortemente connessa l’interazione tra l’efficacia dell’intervento ed il benessere personale. solo questa duplice attenzione potrà delinearsi come cruciale fattore di protezione del sé professionale dell’operatore in un contesto di gruppo che diventa luogo di pensiero (mente collettiva), di scambio e cooperazione, di costruzione creativa di soluzioni possibili, di una nuova narrazione che aiuti a ricostruire costantemente il senso degli interventi attivati
No, «Supervisione Multiprofessionale» non è un evento residenziale interattivo.
In «Supervisione Multiprofessionale» i metodi didattici previsti sono: serie di relazioni su tema preordinato e confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde").
Sì, «Supervisione Multiprofessionale» si terrà interamente in italiano.
In «Supervisione Multiprofessionale» la presenza viene verificata tramite firma di presenza.
In «Supervisione Multiprofessionale» la verifica dell'apprendimento avviene tramite questionario a risposta multipla.
Sì: oltre a «Supervisione Multiprofessionale» puoi seguire tutti i corsi che vuoi di Ideas Group Srl, non c'è un limite per provider.
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