Il lavoro si focalizzerà sull’osservazione di una delicata fascia evolutiva quale l’adolescenza, indagando quali fattori (di rischio e di protezione) possano contribuire allo sviluppo di quel disagio che, soprattutto nella società odierna, la contraddistingue, divenendo un tema crescente di preoccupazione.
Indubbiamente l’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti fisici, emotivi e sociali. L’adolescente si trova, infatti, a dover affrontare compiti evolutivi specifici con se stesso e nelle relazioni interpersonali, e a cimentarsi con sfide continue per sviluppare quelle risorse che faranno di lui l’adulto del domani.
Il cambiamento del corpo e della propria identità sono tra le sfide maggiori. Rappresentano processi naturali e significativi che possono però disorientare, spaventare, essere sottovalutati, e divenire oggetto di pregiudizio con conseguenti chiusure, contribuendo al nascere o al cronicizzarsi di alcune forme di patologia, fino ad arrivare, in alcuni casi, ad esiti infausti, come purtroppo la cronaca racconta.
Accanto a queste sfide, gli adolescenti ne affrontano di ulteriori legate alla salute mentale, alle pressioni scolastiche, alle dinamiche sociali e all’uso dei social media. Problemi come depressione, ansia, cyberbullismo e isolamento sociale possono avere impatti profondi sul loro benessere e sviluppo.
Indubbiamente un intervento efficace deve prevedere necessariamente un approccio olistico e supportivo che si focalizzi sull’ascolto emotivo (creare spazi sicuri per gli adolescenti in cui possano esprimere se stessi senza la paura del giudizio); sull’educazione emotiva e la consapevolezza (insegnare agli adolescenti a riconoscere, gestire ed esprimere le proprie emozioni in modo sano, insegnare a stare nel qui ed ora); sul supporto familiare e comunitario (promuovere una rete di aiuto che coinvolga famiglia e comunità); su interventi professionali (coinvolgere professionisti della salute mentale in via preventiva o, dove necessario, per intervenire in modo costruttivo per il trattamento di problematiche più gravi, come ansia o depressione); sulla promozione di attività positive (incoraggiare alla partecipazione ad attività che possano aiutare a gestire lo stress e a migliorare l’autostima).
In questo ci concentreremo fondamentalmente sullo sport come fonte di benessere e di consapevolezza di sé. Oggi non possiamo non considerare, infatti, il corpo nel processo di benessere e cura di una persona, tanto più dell’adolescente che si trova ad affrontare un corpo in continuo cambiamento, come sopra accennato.
Il legame mente-corpo è indissolubile e provato scientificamente, si influenzano reciprocamente. È di fondamentale importanza imparare a diventare consapevoli delle nostre sensazioni fisiche e delle nostre emozioni, in quanto la percezione del proprio corpo influenza l’autostima e la fiducia in se stessi. E lo sport può diventare un valido alleato nello sviluppo dell’adolescente, aiutando a migliorare la salute fisica, la forza, la resistenza e la coordinazione; riducendo lo stress, migliorando l’umore e aumentando il proprio senso di autoefficacia. In più, gli sport di squadra favoriscono la socializzazione, la cooperazione e lo sviluppo di abilità interpersonali.