La cardiologia moderna vive una fase di straordinaria trasformazione, in cui la gestione del paziente cardiovascolare richiede una visione sempre più ampia, integrata e multidisciplinare. La crescente complessità clinica, l’evoluzione delle terapie farmacologiche, il progresso delle tecnologie interventistiche ed elettrofisiologiche, insieme allo sviluppo di nuovi approcci cardiochirurgici e di supporto circolatorio avanzato, impongono oggi un aggiornamento continuo e un confronto qualificato tra specialisti. In questo contesto, il convegno si propone come occasione di approfondimento scientifico sui temi più rilevanti e attuali della cardiologia contemporanea, con l’obiettivo di costruire un percorso culturale che unisca prevenzione, diagnosi, terapia e innovazione.
Una parte fondamentale del programma sarà dedicata ai fattori di rischio cardiovascolari classici, che continuano a rappresentare il principale determinante del burden di malattia cardiovascolare nella popolazione generale. Ipertensione arteriosa, diabete mellito e ipercolesterolemia saranno affrontati alla luce delle più recenti acquisizioni fisiopatologiche e terapeutiche, con particolare attenzione alla loro identificazione precoce, alla stratificazione del rischio e alla necessità di un controllo intensivo e personalizzato. In questo ambito verrà approfondito il ruolo delle nuove opportunità farmacologiche, dagli inibitori di PCSK9 alle terapie basate sugli agonisti del recettore SGLP-1 e SGLT2, che hanno modificato in maniera sostanziale l’approccio al paziente ad alto rischio cardiovascolare e metabolico, aprendo prospettive sempre più concrete in termini di prevenzione degli eventi e protezione d’organo. Ampio spazio sarà poi riservato allo scompenso cardiaco, paradigma della cardiologia clinica moderna e condizione ad altissimo impatto epidemiologico, prognostico e organizzativo. Le sessioni dedicate analizzeranno i percorsi di diagnosi, inquadramento fenotipico e stratificazione del paziente, insieme alle più aggiornate strategie di trattamento. Accanto alla terapia farmacologica, oggi sempre più strutturata ed efficace, verranno approfondite le soluzioni non farmacologiche che hanno ampliato in modo significativo le possibilità di cura nei pazienti con insufficienza cardiaca avanzata o refrattaria. In particolare, saranno discussi il ruolo della terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT), le nuove prospettive offerte dalla stimolazione di branca e l’impiego della Cardiac Contractility Modulation (CCM), strumenti che si inseriscono in una strategia terapeutica sempre più orientata alla personalizzazione del trattamento e alla correzione mirata dei meccanismi elettromeccanici dello scompenso. In tale prospettiva si inserisce anche il tema della sindrome cardio-reno-metabolica, oggi al centro dell’attenzione clinica e scientifica per la sua capacità di sintetizzare l’interdipendenza patogenetica e prognostica tra sistema cardiovascolare, funzione renale e assetto metabolico. Il congresso offrirà un momento di riflessione su questa nuova visione integrata della malattia cronica, evidenziando l’importanza di percorsi condivisi, di una lettura multidimensionale del rischio e di scelte terapeutiche in grado di incidere contemporaneamente su più organi e più meccanismi di danno. Un ulteriore capitolo di grande rilievo sarà dedicato alla cardiopatia ischemica e alle possibilità di trattamento offerte dalla cardiologia interventistica contemporanea. Le relazioni analizzeranno lo stato dell’arte dell’angioplastica coronarica, il progresso dei dispositivi, le nuove tecniche di imaging e guida procedurale, nonché le più recenti frontiere della rivascolarizzazione percutanea. In questo ambito il confronto scientifico sarà orientato non solo all’innovazione tecnologica, ma anche alla selezione dei pazienti, alla complessità anatomica e clinica e al rapporto sempre più dinamico tra strategia interventistica, trattamento medico ottimale e approccio cardiochirurgico. Proprio l’integrazione tra discipline rappresenta uno dei cardini del congresso, che dedicherà specifica attenzione anche alle nuove frontiere della cardiochirurgia mini-invasiva. L’evoluzione delle tecniche chirurgiche verso procedure sempre meno traumatiche, più precise e meglio tollerate dal paziente, sta infatti ridefinendo il confine tra trattamento chirurgico tradizionale e approccio integrato heart team. Le sessioni su questo tema metteranno in evidenza il valore clinico della mini-invasività in termini di riduzione dell’impatto operatorio, recupero funzionale, selezione del paziente fragile e ampliamento delle opzioni terapeutiche nelle patologie valvolari e strutturali, in una prospettiva sempre più orientata alla complementarità tra cardiochirurgia e cardiologia interventistica.
Nell’ambito delle forme più avanzate di insufficienza cardiaca, sarà inoltre affrontato il tema del supporto meccanico al circolo, con particolare riferimento ai Ventricular Assist Devices (VAD), che rappresentano oggi una risorsa fondamentale nel trattamento dello scompenso terminale. Il congresso analizzerà indicazioni, timing di impianto, selezione del paziente, gestione clinica e complicanze, evidenziando il ruolo dei VAD sia come bridge to transplant, sia come destination therapy nei pazienti non candidabili al trapianto. In parallelo, verrà approfondita la questione del trapianto cardiaco, che continua a rappresentare il gold standard per i pazienti selezionati con insufficienza cardiaca avanzata, pur all’interno di uno scenario reso complesso dalla limitata disponibilità di organi, dalla necessità di una rigorosa selezione e dalla crescente sofisticazione dei percorsi pre- e post-trapianto. La discussione di questi temi consentirà di delineare in modo organico la filiera terapeutica dello scompenso avanzato, dal trattamento medico e device-based fino alle strategie di supporto e sostituzione d’organo. Nel suo insieme, il convegno si propone dunque come un momento di sintesi e confronto sulle principali direttrici di sviluppo della cardiologia attuale: dalla prevenzione dei fattori di rischio cardiovascolari alla cura dello scompenso cardiaco, dalla sindrome cardio-reno-metabolica alla cardiopatia ischemica, dalle nuove tecnologie di elettrostimolazione e modulazione della contrattilità fino alle prospettive offerte dalla cardiochirurgia mini-invasiva, dai VAD e dal trapianto cardiaco. Il filo conduttore sarà rappresentato dalla volontà di offrire una lettura moderna, concreta e scientificamente solida della cardiologia, capace di integrare competenze diverse e di tradurre l’innovazione in beneficio reale per il paziente.